Sono piccole. Hanno solo 12 anni. Ma già sanno sparare e marciare. Sono le bambine soldato della Russia di Putin, ritratte dal fotoreporter Sergey Kozmin.
Soldati di giorno, bambine di sera. È la doppia vita delle “piccole spie di Putin”, le allieve 12enni che frequentano la scuola femminile Moscow Female Cadet Boarding School, una delle più importanti accademie militari della Russia.
Le bambine soldato di Putin. Studiano strategia militare, marciano, sanno usare maschere anti-gas e smontare Kalashnikov in tempi record. Ma hanno solo dai 12 anni in su. La sera tornano alla vita spensierata delle giovani ragazze in camerette confortevoli tra pupazzi e cuscini. Seguono corsi di balletto e cucito ma sono sottoposte ad una rigida disciplina che vieta appuntamenti, minigonne, alcol, fumo e parolacce. Capelli legati, niente cellulare e la possibilità di parlare con i propri genitori solo per pochi minuti la sera. Sono le bambine soldato della prestigiosa Moscow Female Cadet Boarding School, fortemente voluta da Putin dopo che queste scuole militari erano state chiuse in seguito al crollo dell’Urss.
La loro storia in alcune fotografie. A documentare la vita di queste particolari bambine è il fotoreporter Sergey Kozmin. Si tratta dell’autore delle foto e dell’articolo che racconta la singolare storia di un baby esercito che credevamo potesse esistere solo nei film. “E’ una scuola pubblica quindi possono accedervi tutti. L’unico limite è l’ammissione”, afferma Kozmin. “La pressione psicologica cui sono sottoposte è molto forte: non possono uscire, vivono sotto un rigido controllo. Ma non ne ho mai vista una piangere”.
Come le eroine del 1945. Le bambine studiano e si addestrano nella speranza di diventare un giorno come le eroine russe che hanno combattuto il nazifascismo nell’Armata Rossa. Le stesse che sono celebrate nel museo della scuola. Per questo imparano a sparare, leggere cartine, pianificare vie di fuga e a dispiegare uomini sul campo di battaglia. Tuttavia rimangono sempre bimbe che si dimenticano regole e disciplina non appena vedono il pacchetto di chewing gum di Kozmin. “Le ragazze si sono accorte che stavo tirando fuori dalla tasca un pacchetto di gomme da masticare. A quel punto sono corse verso di me e mi hanno chiesto tutte eccitate se potevo dare loro l’intero pacchetto. È una delle cose della vita reale di cui sentono maggiormente la mancanza”.
Scritto da Emanuela De Marchi il 29 marzo 2012 in Mondo
Diventato anagraficamente cittadino puteolano mi sento il dovere di far sapere, al mondo intero, quanto questo posto sia speciale. Stamane in autobus ho incrociato gli sguardi di tante persone: talmente comuni, talmente originali, erano persone di altri tempi, sempre col sorriso, il bus non era il mio dunque per il breve tragitto ho avuto poco da meditare, ma ho fatto in tempo a stamparmi nella mente alcuni dei loro volti. Si dice che il tempo non passi per chi ha nel cuore la gioa di vivere e questi puteolani la conservano egregiamente. Quando scendi in centro incotrerai sempre un'anima che si da da fare, pesca o sguazza fa lo stesso! E' il posto ideale dove mollare l'ancora e tuffarti nei ricordi e nel passato. Si fondono freneticamente mito e leggenda. Credo che lo spettacolo da queste parti fosse assicurato, l'anfiteatro Flavio, dove si esibivano i Gladiatori con le belve feroci è uno dei più grandi d'Italia. Dovete sapere che io non sono affatto un superficiale, l'unica mia debolezza è la poltrona (che non ho) (più) e la Storia del Bel Paese. Da quando sono approdato su queste rive, a Pozzuoli, mi sono fatto già gran parte dei suoi vicoli, non sono un turista ma come fai a non esserlo (per sempre)? Diciamo pure che camminare a piedi fa bene alla salute e allunga la vita. E se è per questo mi sono fatto a piedi, Ischia, Capri (Procida no), e Napoli nella sua interezza e già che ci siamo aggiungiamoci Amalfi, Sorrento e Positano. Pozzuoli è stato il porto principale dell'Impero Romano e dunque mi sono concesso anche qualche imbarco per le sue isole (mai da clandestino ve lo assicuro). Che dire questa terra è generosa assaje, ma pochi però a mio malgrado sanno sfruttarla realmente. Se leggete su Wikipedia è una zona bagnata da due laghi: lago d'Averno e lago Lucrino, tutta zona vulcanica quindi badate bene, in più c'è la Solfatara e Cumaaaa. Non voglio annoiarvi perciò andate pure a leggere la Storia con la S maiuscola di questi luoghi.
Pozzuoli rappresenta molto per me, ho vissuto trent'anni a Napoli, di più e non di meno, ma da quando sono entrato nella cittadina mi sono immerso nella sua natura, nelle sue infinite sponde. Vorrei abbandonarmi ad essa ma dimoro precariemente ancora con mammà. Ma mi sono bagnato già in diverse sue acque (spiagge) e ho paura che me le farò tutte anche quelle. Se un giorno dovessi diventare ispettore della Guardia Forestale allora sì che piangerei come un bambino per farmi trasferire nella casema più vicina e ce n'è proprio una qui nei paraggi. Non ci facciamo mancare mai un buon pranzo di pesce, nel porto di Pozzuoli troverai sempre, tutte le mattine, chi te lo porta fino e sotto il naso. Dico questo perché ho paura che non vivrei senza, come si fa a dire di no ad un cefalo, ad una triglia, ad un dentice, devi essere solo un pappagallo. lo sviluppo di un territorio deve cominciare laddove ci sono persone che sanno realmente apprezzarlo e valutarlo, intendo coloro che sanno dove buttare la rete, abboccheranno miriadi di pesci piccoli ma sicuramente anche uno talmente grosso da far perdere la testa a Sofia Loren. E dunque da li che comincia lo sviluppo di un territorio, quando si ha finalmente a che fare con qualcosa di enorme, come il pesce del pescatore nella foto sotto, e io vorrei farne parte, partecipare allo sviluppo di questa territorio o tantomeno alla sua tutela. Io e il mio cane da Pozzuoli vi salutiamo.
Jan Palach aveva ventun'anni quando decise di darsi fuoco pubblicamente a Piazza San Venceslao, nella capitale cecoslovacca dove, pochi mesi prima, erano entrati i carri armati sovietici, soffocando le speranze di liberalizzazione politica che avevano visto un eccezionale fiorire nel corso della Primavera di Praga. Morì il 19 gennaio del 1969 e, oggi, è ancora importante ricordare questo studente, in un mondo in cui le rivolte e le proteste contro l'ingiustizia continuano ad essere protagoniste.
La primavera araba iniziò, un anno fa ormai, con un uomo che si diede alle fiamme, la Primavera di Praga conobbe una durissima repressione che la portò a concludersi in una maniera ugualmente tragica, con uno studente che nel centro di Piazza San Venceslao, cosparse il proprio corpo di benzina e lo appiccò con un accendino. Era il 16 gennaio del 1969 e, dopo un'agonia in ospedale nel corso della quale restò sempre lucido, Jan Palach si spense il 19 gennaio del 1969. Patriota per caso o per volontà, aveva 21 anni.
Giovane ed entusiasta, aveva vissuto nella sua città durante quella Primavera che sarebbe stata stroncata brutalmente con l'invasione da parte delle truppe sovietiche. All'inizio del 1968 la Cecoslovacchia conobbe una stagione di grande liberalizzazione e democratizzazione, in cui si iniziarono a rivedere quelle restrizioni sulle libertà di pensiero e di movimento che venivano imposte da Mosca; Alexander Dubcek era il leader politico che si fece promotore di questo movimento, il cosiddetto «socialismo dal volto umano».
Decisione che, inevitabilmente, non risultò gradita alla Russia che soprattutto non poteva tollerare il decentramento sotteso a questo genere di manovre: così il 20 agosto dello stesso anno i carri armati e le milizie dei paesi aderenti al Patto di Varsavia entrarono a Praga, tutte le riforme precedenti all'invasione vennero praticamente annullate, chi riuscì scappò frettolosamente verso gli stati dell'Europa occidentale, chi restò assistette al mesto spettacolo della repressione di tutte le istanze liberali che avevano agitato le strade della vivace capitale della Cecoslovacchia.
Le proteste non violente divennero la triste consuetudine, per un'occupazione che finì solo nel 1990, con la definitiva disfatta dei regimi sovietici. Tra tutti coloro i quali ebbero il coraggio di manifestare il proprio dissenso nei confronti di quella violenta presa di potere sul territorio, Jan Palach scelse il modo più tragico, a testimonianza dell'afflizione che ormai era entrata nelle case e nelle anime di tutti. Scelse accuratamente di non far ardere assieme a sé i propri scritti, nei quali, tra l'altro, sosteneva che altri studenti sarebbero stati pronti a darsi alle fiamme per «scuotere la coscienze di un popolo».
Effettivamente, Jan Palach fu il primo ma non l'ultimo: silenziosamente e disperatamente furono in sette a scegliere la sua stessa strada, tra essi anche l'amico Jan Zajíc. Sono gli eroi, i patrioti di quel piccolo paese che ora non esiste più, scisso nelle sue due grandi identità quella ceca e quella slovacca, i simboli della lotta non solo contro il regime sovietico ma contro tutte le tirannidi che opprimono il genere umano in ogni terra ed in ogni epoca.
Gli organi di informazione, tutti rigorosamente controllati dal regime, non fecero mai parola di questi drammatici episodi. Ciononostante, i funerali di Jan Palach divennero un evento nazionale a cui parteciparono migliaia di cittadini provenienti da tutto il paese. Solo dopo la caduta del comunismo e il crollo del muro di Berlino, grazie anche aVáclav Havel il leader della rivoluzione di velluto, il sacrificio dello studente, morto per la libertà del suo paese, venne riconosciuto e rivalutato in tutto il suo tragico, disperato valore.
Domani 16 dicembre appuntamento in Cattedrale alle ore 18.30 per la Solenne Veglia di chiusura dell’Anno Giubilare, presieduta dal Cardinale Crescenzio Sepe. Nel corso della celebrazione l’Arcivescovo consegnerà ad alcuni rappresentanti della comunità civile e religiosa la Lettera pastorale alla chiesa e alla città di Napoli «Per amore del mio popolo» perché si continui a diffondere lo spirito di novità del Giubileo. Subito dopo il Cardinale aprirà la Porta della Cattedrale ad indicare la volontà della Chiesa di andare incontro ai bisogni e alle necessità della gente. Successivamente, dopo il video-messaggio del Santo Padre Benedetto XVI, accenderà il braciere posto sul sagrato del Duomo e consegnerà ad alcuni maratoneti la fiaccola che attraverserà la città sino a Piazza del Plebiscito. Il popolo si ritroverà con l’Arcivescovo a Piazza Carità alle ore 20.30 dove inizierà la fiaccolata che raggiungerà Piazza del Plebiscito per la festa conclusiva. Lungo il percorso verranno accessi da autorevoli testimoni della carità sette bracieri a ricordo delle sette opere di misericordia che hanno scandito le tappe del percorso giubilare. In Piazza, sotto la direzione artistica di Nunzio Areni e l’allestimento di Alfredo Giacometti, si avvicenderanno la “Grande Orchestra per il Giubileo di Napoli” diretta dal maestro Gennaro Cappabianca, il “Coro delle voci bianche” del Teatro di San Carlo diretto da Stefania Rinaldi, “Campania arte danza”, diretta da Annamaria Di Maio, l’attore Enzo De Caro e l’attrice-cantante Lina Sastri e i campioni azzurri del Napoli “europeo” Edinson Cavani e Morgan De Sanctis. Il Cardinale Crescenzio Sepe concluderà la festa con un “Messaggio di Speranza” alla città e alla Chiesa di Napoli perché lo spirito del Giubileo continui nella concretezza delle opere inaugurate e presentate nel corso dell’anno.
Solo per i lettori del mio blog la Lettera pastorale «Per amore del mio popolo» Firmata del Cardinale Sepe sotto la dicitura: ‘A Maronna c’accumpagna! Scarica Letterapastorale_Giubileo_2011
Solenne Veglia di chiusura del Giubileo Apertura della Porta della Cattedrale Video-messaggio di Papa Benedetto XVI Domani 16 dicembre Duomo di Napoli ore 18.30
Festa conclusiva con musiche, danze, canti, voci e i campioni azzurri del Napoli Cavani e De Sanctis Messaggio conclusivo dell’Arcivescovo Domani 16 dicembre Piazza del Plebiscito ore 21.00
Servirà a qualcosa questa stangata del ministro Monti? Il costo è a dir poco eccessivo, 11 Mld di euro l'anno direttamente dalle tasche di noi italiani. Considerando le spese che affrontiamo già ogni mese, dei grandiosi lavori della Tav, del costo della vita sempre in aumento, ritengo opportuno soffermarmi e discutere di questi straordinari eventi che segneranno la nostra vecchiaia e quella dei nostri figli e nipoti. Molti sono quelli che la ritengono discutibile, sono in atto scioperi dei sindacati lungo tutto il Paese, i tre leader confederali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti si sono incontrati nella sede della Uil, dove hanno raggiunto un accordo per lo sciopero. I tre sindacati hanno anche emesso un comunicato, nel quale chiedono a tutti partiti di aprire un confronto con loro, al fine di apportare modifiche alla manovra, che viene giudicata unanimemente iniqua, facendo pesare i sacrifici quasi del tutto a carico del lavoro e delle pensioni. E già oggi, i sindacati presenteranno in audizione in Parlamento i loro emendamenti. Potrebbe essere questa la prima occasione di confronto con i partiti politici. E dunque mi viene da pensare che solamente se il Bel Paese viene sottomesso, umiliato, l'Europa può tirare un sospiro di sollievo, eppure la mia fiducia per la UE è totale, fino a ieri credevo fossero i tutori, coloro che detenevano il potere e la voglia di aiutare un paese in difficoltà, ma dato il caso della Grecia mi sono dovuto ricredere, dobbiamo solamente contare sulle nostre forze, ma l'errore sta prorpio in questo, molti confondono i "sacrifici" con la sottomisione, un'errore gravissimo, i tagli vanno effettuati sulle spese dello Stato, parlo di stipendi d'oro ai parlamentari, pensioni d'oro agli stessi parlamentari, auto blù e una marea di persone alle loro dipendenze, per lo più familiari degli stessi. Il ministro del Lavoro e delle Pari opportunità Elsa Forneo si commuove durante la conferenza stampa: «Quanto ci è costato chiedere un ulteriore sacrificio» e aggiunge «Con le pensioni attuali stiamo dando di più a chi è più ricco, con il metotodo contributivo daremo a ciascuno in proporzione dei contributi e dell'età e in più ci sarà il contributo di solidarietà». Che dire sicuramente ci avranno messo il cuore, ma sappiamo bene che delle volte non basta, l'Italia necessita di un vero leader, una persona totalmente dedita ai suoi interessi. Napolitano in tutto questo resta un po in sordina, sicuramente non avrà nulla da aggiungere, ma noi si, siamo il popolo, la sovranità che ancora regna nel Paese, manifestiamo, non smettiamo di far sentire le nostre ragioni.
Il trono è sottosopra, che gran #malditesta. La politica ha fallito ed ora è una schiera di professori a dirigere l'orchestra, mi viene voglia di dire: ma non si vergognano? Si sentono solo brutte notizie da questi fronti che ormai ritengo quasi impraticabili e inattendibili. Eppure un Paese come il nostro con una storia di queste proporzioni merita di meglio che la solita presa per i fondelli, come la Grecia e gli altri che ormai fanno parte della UE e nessuno dovrebbe costringerli a fallire. Fallire appunto, questo è il termine che il ministro Mario Monti ha usato per farci capire a cosa saremo stati destinati, ma che fine hanno fatto tutti i nostri soldi, i nostri contributi? Menziono ancora il ministro Forneo che dice: «Se neanche i giovani hanno la consapevolezza che il contributo delle donne deve essere valorizzato non si va da nessuna parte».
Giusto per non perdere l'umorismo, in fondo è il sale della vita, oppure per dire che in fondo siamo tutti dei comici, ma c'è sempre una vena di rispetto.
La vita è una condizione palpabile, il maestro, il guru della tecnologia ci ha lasciati, ma non a mani vuote. La sua autorità (eredità) si è sentita nei cieli dell'Olimpo, non parliamo di ricchezza ma bensì di eleganza, non parliamo di emblemi ma di gratitudine.. di comunicazione. Un un'intero globo terrestre tiene stretto fra le mani un simbolo, la voce di un caro amico, un pensiero palpabile legato alla necessità di sentirsi vicino in un vero e ineluttabile destino. Questo avviene grazie alla comunicazione resa possibile, autentica e incondizionata dalla professione e dalla caparbietà di un solo uomo. Ha trasformato la vita, il messaggio di un'uomo in una lucida, nuova concezione della realtà. Il fondatore della Apple Inc ha saputo guardare oltre e nello stesso tempo realizzare un sogno, ha fondato e generato una nuova era di telecomunicazioni. Con le stesse mani potremo benedire tutto questo ben di Dio, questi ogetti del desiderio. L'uso che ognuno di noi farà di queste tecnologie sarà legato al suo nome, al suo ricordo. Dunque ha segnato l'esistenza del genere umano e scritto su tavolette elettroniche i nuovi codici, le nuove leggi della conoscenza e per questo io lo ringrazio.
E tutto questo grazie a Steve Jobs.
Life is a palpable condition, the teacher, the guru of technology has left us, but not empty-handed. His authority (inheritance) was felt in heaven Olympus, do not speak of wealth but ofelegance, but do not talk of emblems of gratitude .. of communication. One takes an entireglobe tightly in his hands a symbol, the voice of a dear friend, a palpable thought linked to the need to feel closer to a true and inescapable destiny. This is made possible through communication, genuine and unconditional from the profession and the stubbornness of one man. He has transformed the lives, the message of A man in a shiny, new conception of reality. The founder of Apple Inc has been able to look beyond and at the same timerealize a dream, he founded and created a new Era of telecommunications. With the same hands that we can bless all good things, this object of desire. Use each of us will makethese technologies will be linked to his name, to his memory. So marked the existence of mankind and written about electronic tablets new codes, new laws of knowledge and for that I thank him.
In febbre sicula oggi riposano le spoglie dei caduti, cavalieri, soldati, guerrieri. Martiri di quale atroce destino? Un degno sguardo rivolto all'orizzonte credo che sia dovuto, ma non per la stima o la gratitudine che offro a tali personaggi ma per lo spirito che si libera da una sincera osservazione e cioè che tutti siamo parte di un sistema, di un complotto, che sia esso bello o brutto, ci sentiamo tutti complici dinanzi alla cruda realtà. Sicuramente qualcuno dirà che sono dei mascalzoni, dei fetenti e appunto dico che proprio questo atteggiamento univoco ha indotto a tali sofferenze, dunque che Dio me ne scanzi se non facciamo parte tutti di questa storia terribile. Tolleranza zero, è vero, per questi crudeli e meschini individui. Anni di governo buttati in un cesso, per far posto a cosa? Ad una successione di episodi ed eventi sgradevoli, come la declassazione, lo spread e il debito pubblico. Cadono giù come i giganti dall'Olimpo, oppure sono semplicemente vittime di un complotto, del nostro sistema infallibile e così hanno fatto la fine dei tracchi? La mia osservazione precedente mi ha portato a pensare: «comunque è stato un gran botto!», non trovate? E pensare che alcuni mesi addietro Il nostro B. (il berlusca, Berlusconi) se la faceva con l'Africano Gheddafi ed andavano anche d'amore e d'accordo. Una rivoluzione si è innestata, troppe le divergenze ancora da colmare e patatrack. Gheddafi scovato in un tunnel delle fogne viene assalito e giustiziato a sangue freddo e Berlusconi viene intimato ad alzare i tacchi per far posto a Monti un vero ufficiale gentiluomo, che ci tiene anche lui a precisare che l'incarico scotta, e ce credo. Molti pensano all'economia, si deve sanare, ma quale economia essere stupido e coatto, questi sono segnali di guerra, si guerra e pace!
E in tutto questo noi siamo gli artefici, con i nostri messaggini (post) su Facebook e Twitter, che mi hanno fatto due coglioni come una capanna. Messaggi di puro odio, devo ammetterlo, ma badate bene ai contenuti, che siano puliti come la mamma che ci ha fatto altrimenti rischiamo di cadere dalla parte del torto.
A conti fatti, facciamoci un bel giro in cabriolet, almeno per schiarirci un po le idee, chissa ci capita di incontrare qualche volto noto anche a noi, come Mussolini e Hitler che se la godevano indisturbati e intanto gli eserciti prolificavano. Mi prolungherei, ma non sono assolutamente il tuo tipo. Voglio concludere: l'Italia è un Paese fantastico, gestito però una chiavica, le nostre risorse se le sognano, perchè sprecarle e buttarle con battutacce e barzellette, abbiamo compiti importanti, (salvarci il culo per esempio) non si può sempre venire contro al principio che una volta ci ha uniti, la volonta comune che ha reso possibile lo sviluppo e l'economia e la Costituzione. Napolitano è l'unico uomo degno di una poltrona eppure sembra sempre saperci rinunciare per il tuo bene, per far posto al tuo prossimo e no al prossimo imbecille sia chiaro. Saimo un popolo di signori, lo stesso B. dice: «lascio anche se mai sfiduciato, ma non mi arrendo e raddoppio l'impegno.»
P.S. Un post breve ma efficace, il succo del discorso credo che sia stato inteso, siamo stracolmi di notizie sul web, sui giornali, ma quello che a me interessa è focalizzare l'argomento, renderlo scottante, vero, come esso dovrebbe essere realmente, perciò vi chiedo di commentare secondo il vostro punto di vista, quello umano intendo; buon proseguimento.
E' sempre l'ultimo atto secondo chi comanda e chi detta le leggi, questa Grecia, magnifica secondo il mio punto di vista, non riesce a trovare una soluzione alla crisi che la attanaglia. Voi cosa dite che si possono decidere le sorti del paese perché un'azienda fallisce oppure perché un ministro viene esonerato? Io credo che un paese storico come la Grecia ha ben altre qualità, ben altre sorti. Sono più di due anni che la Grecia non vede la luce del sole, è un controsenso troppo grande eppure è così. Oggi il premier George Papadreou ha annunciato un nuovo taglio nelle spese pubbliche e una riduzione di ben 30.000 posti di lavoro e inoltre ha deciso di tagliare del 20% le pensioni sopra i 1.200 euro inoltre abolizione dei sussidi e degli incentivi. Che dire una vera tragedia. Le soluzioni vanno trovate subito, si rischia la perdita e l'estromissione del paese dalla Comunità Europea, che secondo il mio punto di vista è una cosa terribile! Le hanno provate tutte nella manovra finanziaria, con privatizzazioni e riforme strutturali ma niente da fare il debito cresce e se non dovesse essere approvato il prestito di 8 mld di euro dal Troika (BCE, FMI, UE) Atene rimarrebbe a corto di liquidità entro il prossimo novembre.
Ragazzi andiamo in vacanza in Grecia, compriamo greco e soprattutto importiamo greco.., la cosa deve nascere in ognuno di noi, deve diventare una forma di mentalità quella di spalancare le porte e il cuore ad un paese amico che ci ha donato grandi sogni e grandi passioni. Gli scioperi non bastano, bisogna costringere la mente a valicare questo ostacolo, a costruire sogni più grandi, orgogliosi e duraturi. Ma diciamoci la verità dove sono gli errori se ognuno commette gli stessi errori? Leggo che molti costi sono dovuti per pensioni troppo anticipate, per doppi lavori e troppi sprechi in giardinieri, ma non sono queste le reali cause della crisi di un paese, le cause le dobbiamo trovare nell'amministrazione dei tesori, dei debiti, se si sottovalutano, le cose degradano perchè c'è troppo divario tra il ricco e il povero e questo non deve avvenire.
Chi mette la testa nella sabbia ha prorpio raggione, non vogliamo entrare in faccende troppo complesse, vogliamo chiarezza e semplicità e soprattutto onestà. Credo che siano troppi i ricchi e troppi i poveri, equilibrare questo grande divario sarebbe opportuno anche in Italia. La Grecia ha spedito nella capitale libica ben 48mila bottiglie di acqua potabile, nel pieno di una crisi, un grande gesto che dovrebbe farci riflettere e si sono proposti al posto dei ricchi e potenti padroni d'Europa. Allinizio del capitolo dicevo che "siamo sempre all'ultimo atto", con questo voglio dire che è quello che ci mostrano, la fine! Invece c'è un'inizio, una trama, di un popolo con tutte le sue vicende e questa trama deve essere completa, esaustiva. Che dite? Insomma a noi interessa il succo del discorso e non la corruzione! Buona lettura e carissimi saluti a tutti voi, Diego.
Oggi ricorre l'anniversario dell'attentato alle Torri Gemelle di New York, ed io voglio insieme a Bruno Vespa e ai grandi giornalisti italiani ricordare questo triste evento. Sono passati già 10 anni eppure sembra proprio ieri che i quattro aerei civili commerciali furono dirottati e fatti schiantare nei vari punti dove il "potere", in America, aveva le sue radici. Parliamo delle Torri Gemelle (New York), del Pentagono (Arlington, Virginia) e della Casa Bianca (Washington). Questi quattro aerei subirono il dirottamento da parte di un'organizzazione terroristica islamica di nome al-Quaida. Tutti conosciamo la Storia ma siamo ancora in pochi a sapere quale grande potenza assassina (terroristica) essa sia, questo è l'ennesimo tentativo, però, di sottometterla e prevaricarla, perché non esiste nessun atto terroristico degno di essere scritto nei libri di storia, ma questo accade e fa un gran male ve lo assicuro. Ma quello che c'è di buono è che dopo anni di ricerche e inseguimenti è stato ucciso il capo della matrice islamica Osama Bin Laden. Se avete seguito i nostiziari, all'epoca ci fu una festa di grande liberazione da parte di tutto il popolo americano, dunque la vita e la speranza avevano avuto il loro percorso di salvezza e avevano definitivamente vinto! Non credo che ci siano molte parole per descrivere lo sgomento di questa vicenda che ha causato 3000 morti, ma quello che possiamo fare è non dimenticare e procedere sempre a testa alta per la ragione per cui siamo ancora vivi e testimoni di tutto quanto. All'epoca era alla carica di Presidente degli Stati Uniti George W. Bush, la sua carica molto discussa e criticata era la lotta continua e senza tregua che faceva al terrorismo e all'Islam, anche io mi univo a chi invece voleva entrare in una globalizzazione e fondere dunque le culture, e non le razze, sia ben chiaro. Devo dire la verità furono anni difficili, eravamo in uno stato confusionale dettato dalla troppa sete di potere, e l'America doveva e poteva estromettersi da questo grande imbarazzo, invece la guida di un leader coraggioso ma troppo avido ha scatenato una serie di episodi di cui portiamo ancora le cicatrici. La mia critica è dovuta dal fatto che nella mia lucidità riesco ancora a paragonare un presidente il quale ha scatenato l'ira di tutto l'islam e di tutto il medio-oriente ed uno invece che pratica invece la dottrina della fratellanza e che per di più ha vinto anche il premio Nobel «per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli». Parliamo dell'attuale Presidente americano Barack Obama, il più grande leader e uomo politico di tutti i tempi, secondo il mio modesto parere. Quello che accade in America, la crisi che non lascia nemmeno il tempo di respirare credo che sia dovuta alla troppa audacia dei conservatori, ma non possiamo discriminare nulla a questi difensori della fede e del liberismo. Dunque la teoria di Obama sarebbe giusta e cioè difendere la democrazia e fondere i partiti e renderli consapevoli della guida di un solo leader, ma questo non accade e i repubblicani ottengono la maggioranza alla camera e rovinano tutti i piani. L'America sotto la guida di un vero presidente ne gioverebbe non poco, ma sappiamo che la dura vita ci insegna che c'è sempre qualcuno che vuole mettere i bastoni fra le ruote.
Torniamo a Ground Zero, io dicevo in un recente mio messaggio che l'eco del mondo era Giovanni Paolo II, e non mi sbagliavo, ma il vero eco quello che ogni Papa dovrebbe comprendere è il dolore delle tante vittime che ogni giorno si consumano nella vita reale, battendosi per i diritti di ogni singolo uomo, gli stessi diritti che oggi ci permettono di dire: sono un'uomo libero e fiero di vivere! L'America è la grande testimone di quanto un conflitto di interessi, una ribellione, possa sfociare in una vera e propria guerra, essa poteva essere sedata e controllata con un appacificamento delle parti, in pratica come ora sta operando il grande Obama e invece.. La guerra appare a tutti come una cosa sensata, ma il più delle volte essa non lo è, lo sanno bene invece i parenti dei caduti che sentono il dolore del loro caro venuto a mancare senza una ragione ben precisa. Di una cosa io vi prego, tenetemi lontano dai falsi ipocriti, coloro che credono di saperla lunga, di possedere il potere e dunque mettere in gioco delle vite, ebbene questi miserabili individui hanno tutto il mio dissenso, le vere cause per il quale un'uomo è chiamato a combattere e sacrificarsi non le sfiornao nemmeno, non faccio nomi ma in un paese come l'Italia penso che ormai ce ne siamo fatti più che un'idea.
L'America è un paese straordinario, popolato da persone altrettanto straordinarie, tutte in difesa dei diritti e della vita e questo è l'unico segnale che ancora oggi arriva alle mie stanche orecchie. Le virtù di un'uomo oggi sono chiare grazie a loro che hanno saputo amare e difendere i veri valori. Dunque grazie America e auguri Ground Zero.
Non voglio essere ne il primo ne l'ultimo a parlare e difendere il Presidente Silvio Berlusconi, quello che si sta consumando in Italia è l'ennesimo tentativo di prevaricazione e appropriazione indebita, per farla breve vogliamo i tuoi soldi! Berlusconi ce l'ha messa tutta, in tutti i modi, ma mai intralciando il lavoro di tanti che si sacrificano per il paese, e in cambio ha ricevuto più condanne di un pluriomicida. La nostra Magica Italia è diventata una pattumiera dove sversare tutti i rifiuti sindacali, parlamentari, civili e giudiziari. Nessuno più se ne cura e tutti vogliono contribuire a questo sfacello buttando fango sul prossimo oppure su Berlusconi, il discorso è molto semplice se tu cadi io resto in piedi, se tu vieni processato io resto innocente, se tu sporchi io pulisco e così via, ma non hanno ben capito che dall'alto c'è una legge divina che non fa distinzioni di sesso e età, tutti sono colpevoli e innocenti tranne il sig. B che tutti ritengono solamente colpevole. I processi che pendono sul presidente sono molteplici ve li elenco per non lasciarvi l'amaro in bocca:
- All Iberian ( finanziamento illecito ai partiti). "prescritto"
- Processo Lentini (falso in bilancio). "prescritto"
- Sme Ariosto (falso in bilancio). "il fatto non costituisce più reato"
- Falsa testimonianza. "amnistia"
- Acquisto dei terreni di Macherio (falso in bilancio). "amnistia"
- Processo SME (corruzione giudiziaria), assolto per insussistenza del fatto. "insussistenza del fatto"
- Tangenti alla Guardia di Finanza, assolto per falsa testimonianza dell'avvocato David Mills. "insussistenza del fatto"
- Medusa cinematografica, (falso in bilancio), assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati. "insussistenza del fatto"
- Sme Ariosto (corruzione giudiziaria nei confronti di Renato Squillante). "insussistenza del fatto"
- Stragi del 1992 - 1993 (concorso in strage). "procedimento archiviati"
- Concorso esterno in associazione mafiosa. "procedimento archiviati"
- Caso Saccà ( corruzione e istigazione alla corruzione). "procedimento archiviati"
- Abuso d'ufficio. "procedimento archiviati"
- Diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo. "procedimento in corso"
- Corruzione dell'avvocato David Mills. "procedimento in corso"
- Compravendita dei diritti televisivi. "procedimento in corso"
- Prostituzione minorile. "procedimento in corso"
- Concussione aggravata. "procedimento in corso"
- Concussione e minaccia aun corpo amministrativo e giudiziario. "procedimento in corso"
Insomma un vero terrorista! Io l'ho defino una volta un mercenario, ma si sa che il mondo di oggi non ammette più persone per bene, la lotta è dura e aspra e scendono in capo i veri eroi, i mercenari appunto! Devo dirvi però che siamo riusciti a rovinare tutto proprio in maniera impeccabile, senza lasciare traccie, e sopratutto facencdo cadere la colpa su un'uomo solo, dunque senza destare ulteriori coinvolgimenti e preoccupazioni. Qualche giorno fa i giudici sono riusciti a spillare dalle tasche di Berlusconi la bella somma di 560 ml. di euro, dopo 16 anni di processi finalmente arriva una sentenza vera, anche se è solamente una sentenza civile, che goduria! Anche la Germania adesso torna ad attaccare l'Italia, siamo immaturi e senza freni, tutto va a rotoli e proprio il paese coofondatore della Comunità europea viene definito "Malpaese". Nella foto sopra una scimmia che ha in mente una sola cosa: il fottuto denaro, questi sono in realtà i nostri antenati, dei fottuti spilorci! Siamo in assenza di un vero leader, a Napoli la situazione peggiora di giorno in giorno, mentre i ministri vanno in vacanza sui loro yacht noi siamo sommersi dalla spazzatura, siamo l'ultima ruota del carro, almeno è quello che pensano questi coglioni, basterebbe un po di solidarietà e attivare le misure di emergenza per giungere rapidi ad una soluzione. Una ennesima estate rovinata dai bamboccioni, che nulla fanno se non litigare e intascare mazzette e stipendi d'oro.
Voglio rovinarmi, prendere a sberle Fassino, rovesciare il parlamento, inculare Napolitano, essere un mafioso, e osservare il mondo da questo punto di vista, forse assomiglierei proprio a loro ma almeno avrei la soddisfazione di aver fatto il mio dovere e solamente agito di conseguenza.
Gli scheletri nell'armadio ci stanno ma fanno un gran rumore e io sono stanco di questo baccano, non seguo più le vicende di una politica che corrompe solamente la mia mente, subdola e fredda come solo la provocazione sa essere, ti condizionano l'esistenza e mettono scompiglio alla tua ordinata e onorata esistenza, questa estate la passo da solo, perchè meglio soli che male accompagnati, ma quanto sgomento, quanta voglia di rivalsa, le persone non ti riconoscono, pensano: che ne sarà di me, della mia famiglia, una risposta c'è ed è legata al fatto di ritornare alle vecchie e buone abitudini, come l'educazione e l'"esecuzione" forzata.
Vorrei ricordarvi che Berlusconi aveva in pugno la situazione rifiuti a Napoli, lui si che poteva risolvere questo problemaccio puzzolente, invece siamo ricaduti nelle grinfie di questa sinistra che promette e non mantiene, De Magistris aveva detto ai napoletani che entro cinque giorni i rifiuti sarebbero stati smaltiti e invece siamo ripiombati nella noncuranza, siamo ormai nel dimenticatoio di tutti i politici, loro si che hanno uno scudo: quello dell'intolleranza ai problemi, scappano, chiacchierano solamente per renderci la vita uno schifo, dobbiamo ribellarci, dobbiamo non ridurci gli stipendi ma licenziarli in tronco. Un'ultima cosa e chiudo, in Val di Susa sono giorni difficili, in una recente nota avevo messo in chiaro che il costo e lo spreco di energie è esorbitante, i nostri nipoti, i nipoti dei nostri nipoti andranno a pagare questo debito, dobbiamo essere vicini a chi difende i propri diritti e i propri soldi guadagnati con il sudore e con il lavoro, al contrario di questi fottuti imbroglioni che ci vogliono ridurre al lastrico, perciò cari amici No Tav!
P.S. Caro Berlusconi, ma quale Magica Italia, questo è solo il paese dei balocchi e se non facciamo attenzione ce lo metto nel culo sotto agli occhi, basterebbe tirare la cinghia ma non per risparmiare ma per frustare!
Nonostante le ripetute raccomandazioni e gli accorgimenti statali, continuano incessanti gli sbarchi a Lampedusa, la gente è stanca e provata.
Con due ore come di anticipo, un'aereo portoghese avverte la Guardia costiera e le Fiamme gialle che un barcone è in arrivo. Con a bordo una ventina di persone. Non un'emergenza particolare, la barca sembra stabile e non imbarca acqua, saranno stanchi e infreddoliti ma nulla a confronto del barcone arrivato due sere prima con a bordo circa cinquanta passeggeri che rischiavano, da un momento all'altro, di affondare, non fosse stato per quell'avvistamento precoce e il dispiegamento immediato di una motovedetta rapida, tutto gentilmente offerto da Frontex. Che in Europa si traduce «agenzia per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri» e che il ministro degli Interni Roberto Maroni, preso atto di una denominazione oggettivamente lunga, ha semplificato in ente «sostanzialmente inutile», roba da matti. Peccato che qui i militari, pur con tutta la cautela che si addice a un dissenso con il Viminale, la pensino all'opposto. La realtà ci separa a questo punto, questo "spettacolo" è già stato vissuto, nel 2008 in questa lingua di terra sbarcarono 31 mila immigrati, perciò i protagonisti membri del governo, giornalisti e politici locali devono frenare le loro illazioni: «esodo biblico», «invasione apocalittica», «mettono in pericolo le nostre donne», «paura per i missili di Gheddafi». Vogliono solamente un lavoro oppure un'aiuto umanitario oppure un rifugio dalla guerra. I tunisini, che sono la gran parte degli immigrati, non vogliono fare retromarcia, «meglio morire che tornare in Tunisia». Non si trova un giovane o un'anziano che non ti dica una cosa brutta sul conto degli ottomila disperati, sono tutti preoccupati anche per le prospettive della stagione turistica. I mille militari che occupano l'isola sono ospitati in poche strutture ma molti preferirebbero la loro ripartenza. L'unico punto positivo in questa faccenda è l'indotto di consumazioni e caffé del bar della imprenditrice Silvana Lucà, che ha visto incrementare notevolmente le consumazioni. Per quanto riguarda le spese, tutto viene elargito dall'ente Frontex, da Varsavia arriva, nel volo da Palermo, le forze dell'ordine in trasferta e la portevoce Izabella Cooper con una carriera impegnativa all'Onu alle spalle. Fra molte cose stila report con analisi dei rischi, coordina gli interventi, forma la polizia frontaliera e razionalizza le risorse. «Maroni pensi quel che vuole, lamenti che l'Europa sta a guardare, ma s gli Art42 partono ogni giorno da pratica di Mare e, spingendosi sino a 60 miglia dalla costa, sono in grado di allertare le autorità sul terreno per un'accoglienza mirata, è merito di Frontex. Dunque, l'Europa inutile immaginata dalla Padania e quella impagabile vissuta dall'estrema propaggine di Terronia. L'Italia, il sud, ha bisogno di solidarietà, basta con messaggi contraddittori ed evocatori di altro disordine, le tv non possono e non devono intromettersi e trasformare questa odissea in un inciucio fatto di notizie cariche di preconcetti e pregiudizi. La situazione è molto delicata, ospitare si ma con i dovuti accorgimenti, credo che bisogna smistare la maggior parte degli immigrati in tutta la comunità Europea e non solo in Italia, gli altri possono tranquillamente essere riaccompagnti a casa con l'ausilio, sempre delle forze dell'ordine. lo smacco più grande viene dal Governo che pensa solo ad'una linea difensiva e non bada troppo all'inserimento di questi poveri uomini. Non dimentichiamo che il loro è un viaggio di speranza ed'è proprio di questo che ci dobbiamo fare carico, di solidarietà e speranza. Inoltre la tempestività di un rimpatrio è senza ombra di dubbio una soluzione immediata e efficace ma anche alloggiarli in tutta fretta in alloggi diversi da Lampedusa, tutti abbiamo il diritto a trovare pace e serenità soprattutto noi sfamati. In queste ore dovrebbe arrivare a Lampedusa la nave San Marco che piloterà i clandestini verso nuove coste, nuove rotte, i 6 mila immigrati troveranno l'aiuto e la solidarietà a cui aspiravano, speriamo bene.
Futuro e dignità, intitolano i giornali, Fini mette un freno a questo scempio fatto di farse e ipocrisia e riscuote successo con la sua "dignità" morale e politica. E come dargli torto si è giocato tutto e ammette «sfido ancora Berlusconi». Dopo tutte le batoste che ci sono state l'unico e ancora credibile pulpito avviene dalla buona fede del lider di Fli, il suo gesto rischioso e audace è stato l'ennesimo tentativo di ristabilire una "dignità" collettiva e a mio parere ci è riuscito. «Non mi sento uno sconfitto. Mi sento in battaglia, fermamente intenzionato a combattere per un'altra idea di centrodestra. Saranno gli elettori a dire alla fine se questa idea ha cittadinanza. O se l'unico centrodestra possibile in Italia è quello di Berlusconi e Bossi ». Come dicono i giornali la sua "traversata del deserto" è giunta a conclusione, o almeno è quello che gli altri pensano, la calma e il controllo che regnano primeggiano ancora sulle delusioni che ha ottenuto al Senato con lo scioglimento del gruppo Futuro e Libertà. «Comunque Fli non vuole partecipare allo scontro quotidiano tra Berlusconi e anti-berlusconiani: sono due facce della stessa medaglia». «Non è né saggio né giusto auspicare che Berlusconi possa essere costretto a rassegnare le dimissioni per via giudiziaria. Berlusconi va sconfitto politicamente con le elezioni». E' stato lasciato nel bello del discorso dai suoi fedeli, proprio come quando berlusconi con il suo atto ultimo lo cacciò dal partito e ora la frase «che fai mi cacci?» è sulle magliette di Fli come slogan, insomma uno spirito combattivo che non la lascerà facilmente vinta a questi filibustieri. «Gli abbandoni? Un delirio. Frutto di allucinazione collettiva o di malafede. Immunità? si può discutere, ma il PDL vuole solo la corazza per Silvio». I tribunali sono una santa cosa, miliardi di atti e processi solamente per la nostra incolumità, morale e fisica, nessuno può ritenersi al di sopra della legge nemmeno il nostro Presidente Berlusconi e Gianfranco Fini potrebbe essere chiamato a schierarsi in prima persona sul processo Ruby. Se il Pdl decidesse di sollevare il conflitto di attribuzione al con il tribunale di Milano l'ufficio di presidenza della Camera sarebbe chiamato a votare sulla questione e il parere di Fini sarebbe determinante. Come ho sempre detto l'immunità parlamentare è stata prevista dai nostri padri costituenti, non ci sarebbe nulla di eretico a parlarne, ma oggi in Italia parlare di immunità sarebbe garantirsi una impunità. In assemblee come il Parlamento europeo ci sono prerogative analoghe. Lo stesso Fini dice «sfido il Pdl: prevediamo per l'autorizzazione a procedere una maggioranza qualificata, i due terzi dei votanti alla Camera, in modo che siano solo quelle inchieste dov'è evidente il fumus persecutionis e non ci sia invece il rischio di garantire l'impunità a colpi di maggioranza. So già che anche questa elementare proposta sarà considerata una provocazione. Perché il Pdl è solo alla ricerca di una corazza per Berlusconi contro i giudici». Insomma non vogliono in nessun modo accettare la realtà e vanno avanti a colpi di scure. Sembra retrocedere e perseverare nell'errore, proprio come fanno i fannulloni, non credete sia un po il contario di Fli? Futuro e Libertà per l'Italia, mentre il suo slogan dovrebbe far tremare le Camere e infondere fiducia al Governo, tutti fanno un passo indietro e lasciano la propria postazione. Un'errore grossolano da veri principianti, non si lasciano le proprie radici, il proprio credo solamente per stare sulla barca dei vincitori eppure è quello che è successo. Una barca poi che ha già preso il "volo" come dice Vecchioni nella sua "Chiamami ancora amore", per una rotta molto contorta e adir poco pazzesca. Credo che ne sia comunque valsa la pena, affrontare e imbatterci in una nuova rotta dettata da Fini, anche se il suo partito liberale ci ha dato l'ennesima lezione sulla questione morale e di dignità.
Possono i crimini dei nazisti cadere in prescrizione? Il diritto consuetudinario e il tribunale di Norimbega dicono di no. Eppure è quel che sta accadendo. La vicenda dei deportati italiani nei campi di lavoro del Terzo Reich: la Germania si oppone alle richieste di risarcimento e la Farnesina corre in soccorso dei tedeschi. La vicenda vede Luigi Ferrini che dal 1967 deve vedersela con i giudici che ignorano i trattati internazionali. E anche con due Stati, di cui uno l'Italia, che dovrebbe stare dalla sua parte, invece Ferrini che fu strappato alla sua casa nel '44, destinazione Terzo Rich non ha avuto ragione. La Germania non vuole risarcire i più di centomila italiani costretti a lavorare in una fabbrica sotterranea di materiale bellico. L'incubo di Kahla, lager della Turingia. La convenzione di Londra del '53 invece dice che spetta ai deportati italiani un risarcimento, sia esso anche di poco valore: circa 3000 euro. Opponendo dunque l'immunità sancita da un principio di diritto internazionale per il quale uno stato non può essere citato in giudizio dal cittadino di un'altro Paese. Per il ministro degli Esteri Frattini, gli ex deportati non hanno bisogno di quella somma, detto questo l'anno scorso da Palazzo Chigi è uscito un decreto che mira a bloccare i risarcimenti: la norma stabilisce che uno Stato estero (la Germania in questo caso) non è giudicabile nel nostro Paese se ha contestato, davanti a un organismo internazionale, un processo contro se stesso. E' quello che ha fatto Berlino, chiedendo al Tribunale dell Aja di annullare le cause civili promosse in Italia e sfociate in una serie di pignoramenti. Come se non bastasse i deportati si sono visti contro alcuni Tribunali della penisola (Arezzo, La Spezia, Catania, Torino) che hanno accettao la linea difensiva tedesca che ruota intorno alla prescrizione. Il legale di Ferrini non è assolutamente daccordo «la Convenzione di Londra stabilisce la sospensione di tutti i termini di prescrizione fino alla riunificazione tedesca. Dunque, a volerla prendere in considerazione, la prescrizione decorre dal 1991». Ma non c'è solo ignoranza delle convenzioni internazionali: un ruolo lo gioca anche la «dimenticanza» delle sentenze della Cassazione. Che nel 2009, ha confermato la competenza dei tribunali italiani e deciso che le richieste di risarcimento delle vittime dei crimini nazisti non si prescrivono. E sottolineato che «il principio dell'immunità giurisdizionale delle Stato», invocato dalla Germania, non vale per i crimini internazionali. Questa sentenza è stata contestata dalla Germania davanti alla Corte Internazionale di giustizia. Sono tempi duri per tutti, nessuno vuole più le colpe, siano esse di guerra o di pace, tutti vogliono vedere risplendere l'innocenza, quella che ormai manca dalle nostre vite da un bel po; fatti male i conti la Germania dovrà vedersela ancora una volta con un popolo combattuto e sacrificato ma questa volta in tribunale, dove un risarcimento doveroso spetta al più debole. Potrebbe risultare addirittura una mini vittoria ebrea e a quanto pare i nostri si sono schierati anche questa volta dalla parte sbagliata, aiutando i tedeschi a risparmiare questi spiccioli, l'Italia poteva risparmiarsi questa ennesima figura. Il popolo ebreo dovrebbe alzarsi in piedi e reclamare quello che gli spetta, ma la debolezza e l'ipocrisia hanno messo ancora fuori campo la legge e la giustizia, speriamo almeno che la pace accompagni questi uomini nel loro interminabile cammino.
Forse non tutti sanno che il nostro Silvio Berlusconi "Silvione Nazionale" è più famoso a Tripoli che a Roma, gigantografie di sette piani sui palazzi, poster e cartoline nei negozi di souvenir: in Libia si festeggia e si inneggia all'amicizia col colonello che vale oro nero e odora di gas. Un vero culto della (doppia) personalità. L'immagine è apparsa a pochi metri dalla caserma di Bab El Aziziya, la cittadella dove il leader libico ha piantato la sua tenda, in un paese dove, dal primo settembre 1969, è ammessa una sola immagine, quella di Muammar Gheddafi. Il rapporto con Gheddafi è giunto ad una tempestiva fratellanza con l' «Accordo di amicizia, cooperazione e partenariato», firmato tra i due il 30 agosto 2008 a Bengasi. L'Italia finanzierà la realizzazione di infrastrutture sul territorio libico per cinque miliardi di dollari nell'arco di vent'anni e l'esecuzione delle opere sarà affidata a imprese italiane. Roma si impegna a realizzare alcune iniziative speciali tra le quali la costruzione di duecento abitazioni, l'assegnazione di borse di studio universitarie, la cura delle persone colpite dallo scoppio di mine, il ripristino del pagamento delle pensioni di guerra ai titolari libici, la restituzione di reperti trasferiti in Italia in epoca coloniale. «La firma di questo trattato chiude definitivamente la pagina del passato», così il premier si è guadagnato la simpatia e la stima di Gheddafi e del suo intero popolo, la tv di stato manda e rimanda in onda le immagini del primo e unico europeo che abbia pubblicamente presentato «le scuse del suo governo pr il periodo coloniale». Ricordiamo che il primo passo verso la riappacificazione fu fatto da D'Alema con la restituzione della Venere di Leptis Magna. Nel museo di Tripoli in piazza Verde sono in vendita poster retroilluminati del premier e di D'Alema, che insieme a Dini e Prodi assicurarono la conclusione del Trattato con il quale l'Italia ha chiuso il apitolo del colonialismo - assicurandosi in cambio la fine del flusso migratorio clandestino attraverso il Canale di Sicilia, nel lontano '98, dunque non è solo farina del sacco di Berlusconi. Il record di incontri lo detiene comunque il nostro Silvione, un totale di otto incotri, con una media di uno ogni novanta giorni, e si è aggiudicato così la gloria delle prime pagine dei quotidiani governativi a ogni suo viaggio in terra libica; non è tutto quì, in futuro l'annuncio dell'inserimento nella filigrana dei passaporti libici, la foto del volto dell'amico Berlusconi. Oggi vedi giovani per strada vestire Armani e Prada, ascoltando musica di Ramazzotti e Nek, partono per viaggi di nozze in Italia, acquistano mozzarella e parmiggano reggiano, cappelletti e panettoni, e se chiedete loro di Berlusconi, arrivano a proporre uno scambio: «Voi vi prendete la Guida di Gheddafi, e a noi ci date Silvio». L'Italia importa dala Libia il 25% del suo fabbisogno di petrolio e il 33% di gas. L'Eni ha visto allungarsi le concessioni di altri venticinque anni e la nostra ex quarta sponda ha ottenuto partecipazioni in Eni e Unicredit, ha finanziarie che guardano a Telecom, Terna, Finmeccanica, Impregilo e Generali e usa l'amico Berlusconi come megafono delle richieste all'Europa. Muammar infine chiede all'unione Europea 5 miliardi di euro per fermare i clandestini, altrimenti un'altro Continete si verserà in Europa. Sono conclusioni di un rapporto che giova ad entrambi le parti, nulla in cotrario se questo avvenisse realmente, ma non fermando le ondate di clandestini quanto aiutarli a riprendersi quello che gli appartiene, il diritto di vivere e crescere nel loro Paese, un dirtto che deve essere sancito proprio dalla Comunità Europea, spetta a loro sanare questa grande falla e far confluire definitivamente il flusso di intere popolazioni nelle loro case, nel loro Paese. Dunque Berlusconi è riuscito a dare una drizzata a questo perverso moto e complotto, un vero eroe.
Le New Town aquilane, il nuovo progetto di Berlusconi per l'Aquila, comincia a dare problemi di stabilità e assestamento, travi che crollano e allagamenti vari fanno tremare la Protezione civile. «Dissesto statico», «esecuzione difettosa». Sono solo tre pagine col timbro dei vigili del fuoco, per chiarire una volta e per tutte agli aquilani che qui non si regala proprio un bel niente, il sogno (incubo) delle new town è evidente, per amor di dio, il lavoro è stato fatto con grande maestria ma è del tutto insignificante in contrasto con questi spiacevoli inconvenienti che portano tutti ad una paura fondata di terremotati bis. Come quella di contrada Sant'Antonio, inaugurata l'autunno scorso, un anno dopo un crollo e successivo sopralluogo dei vigil del fuoco aprono squarci preoccupanti sulle condizioni di queste case. In Abruzzo ora li chiamano «sfollati bis»: terremotati pronti a lasciare le new town allagate per tornare in albergo, c'è chi, tra travi cadenti e allagamenti, annuncia di rivolgersi alla Procura. Da Eucentre, l'azienda di Pavia che, con la protezione civile, ha progettato le abitazioni, non commentano. Non è la prima polemica che investe il progetto Case, un mese fa è stato depositato presso la Procura abruzzese un servizio di Rainews 24, A prova di sisma, dove si denuncia appunto il reale stato delle costruzioni. Da Roma la Protezione civile fanno sapere: «le case sono sicure». L'ultima parola la diranno le indagini della polizia giudiziaria, che ha sentito funzionari ministeriali ed esperti, nazionai ed internazionali, compresi alcuni dell'Università di San Diego. L'altra polemica riguarda i costi delle new town. Secondo il consigliere regionale dell'Italia dei valori Carlo Costantini, sono eccessivi quelli sostenuti per le abitazioni: 13,5 milioni di euro solo per la fornitura dei 7.300 dispositivi antisismici sotto inchiesta. La sua esposizione gli è costata una querela da parte di Gian Michele Calvi, coordinatore del Progetto case e presidente dei laboratori di Eucentre, chiesto un risarcimento per due milioni di euro, al centro della querelle, la distribuzione di incarichi e consulenze. Costantini ha ottenuto dal Tar dell'Aquila il diritto a consultare i documenti e agli atti con gli elenchi dei nomi dei professionisti presc elti in modo da agevolarlo ad esercitare il suo diritto alla difesa. Avremo forse un quadro più chiaro della vicenda. Dunque ancora forti scosse in questo paese ridotto all'osso, straziato, de luso, da questa pratica del bene che in fin dei conti è solamente un accordo geografico di riqualificazione, ma senza mezzi termini, senza compromessi, solamente un processo (ancora uno) decreterà chi in questa vicenda ne ha fatto le spese e le conseguenze.
Il fenomeno del "Writing" oggi è sempre più diffuso, l'arte della strada che si è fatta spazio tra le critiche e gli sgomenti dei tanti luoghi dove viene esposta, oggi è diventato un vero progetto di valore, dei veri talenti questi writer che ormai espongono le loro opere sui muri e sulle strade più affollate; le sue origini risalgono agli anni settanta dove compaiono i primi "pezzi". Parliamo ora del numero uno dei graffittari, per eccellenza, il suo nome è Banksy: «L'arte richiede tanto ego ed egoismo da essere diventata una carriera per stronzi ». «Sarebbe una vergogna se l'arte di strada finisse catturata nelle vetrine di un museo». «La street-art non è come altri movimenti artistici. Non riceve sovvenzioni, né è sponsorizzata». «Non credo che l'arte sia qualcosa di speciale, è solo una parte dell'industria dell'intrattenimento». «Ciò che si considerava trasgressivo, oggi viene controllato con la lente di ingrandimento dagli agenti del mercato». Questo è Banksy. L'artista urbano più famoso di tutti i tempi. Il suo lavoro come quello di tanti altri graffitari è quello di recuperare lo spazio della strada. Le sue creazioni sono arrivate nei musei e hanno risvegliato gli appetiti dei collezionisti. Si tenta di rompere quel circolo vizioso sorto dalle tante pubblicità automatizzate usando mezzi semplici come uno spray, Banksy reclama poi l'appartenenza a quell'universo di cemento consentendo la prolificazione di una civiltà diversa. La sua visione è diventata un simbolo di libertà e espressione, ha in se un modo di denunciare la politica e il potere lanciando imbarazzanti visioni che poco preludono ad una ripacificazione ma invece ad una concentrazione di messaggi molto più di esemplari e comuni, nel 2005, si cementò con uno dei simboli dell'imbarbarimento della situazione di Gaza e Cisgiordania: il famoso muro della vergogna, la gigantesca muraglia che circonda i palestinesi con pareti alte fino a otto metri. «Forse sono più politico di altri artisti, ma questo non significa nulla, in realtà». Le sue visioni però lo hanno fatto diventare in certi versi un personaggio scomodo, la sua identità è ancora molto ambigua tanto che è ancora dubbia la sua provenienza da Bristol. Molti personaggi famosi, muniti di libretto di assegni, si sono presentati alla sua prima esposizione a Los Angeles, ciome Brad Pitt, Angelina joeli, Jude Law, Robert Downey Jr. In quell'occasioe Banksy espose un elefante completamente dipinto, un evento e un'immagine che fece il giro del mondo. L'ultimo suo lavoro, una pellicola cinematografica, ha suscitato molte controversie, Exit through the gift shop è il titolo, tutte queste ragioni mi hanno spinto a scaricare questo film da internet che mi accingo a vedere. Un documentario che riflette con flemma e tonnellate di veleno sul mercato dell'arte in genere e di quella urbana in particolare. Per quelli che vivono estranei a ricompense e lealtà fittizie, la storia è totalmente diversa: alcuni hanno cominciato a mostrare la loro rabbia accusando Banksy e compagnia di essere dei venduti e rivendicando un ritorno alle origini. Dobbiamo dire che l'arte della strada ha avuto negli ultimi decenni un totale e radicale cambiamento, una mutazione pilotata dai grandi talenti dei nostri tempi, anche il teatro è ormai diventato il sibolo della strada, proprio nel mio quartiere a Montecalvario c'è una scuola teatrale molto di strada che si chiama Nuovo Teatro Nuovo, che si pone sempre con più forza sul territorio napoletano come Centro di Cultura e Produzione Stabile, il suo intento, come quello di tante compagnie teatrali di strada è la creazione di un luogo aperto alle nuove generazioni.
SPQR stava nell'atica Roma per Senatus Populusque Romanus, detto da Bossi: Sono Porci Questi Romani, oppure detto dai romani in via del tutto umoristica e vendicativa: Sono Padani Quei Rapaci; be un bella differenza anche se goliardica e ci ripropone la Questione Romana. Il duello tra le due capitali questa volta è stato sedato con la festa organizzata a Roma con polenta, pajata e coda alla vaccinara, visti i due protagonisti: Bossi e Alemanno mostrarci il loro talento nel ingurgitare cibo in pubblico in piazza Montecitorio. Ma i romani nei circoli capitolini non ci stanno a questo ennesimo affronto e soprattutto non si sottraggono a queste minacce e ribadiscono: «I corrotti sono loro». E inoltre i quiriti romani nelle loro poche discussioni comprendono Bossi a causa della vicinanza delle nuove elezioni, ma incalzano: «A belli, quanno voi ancora vivevate nelle caverne, noi eravamo già froci!». A Nord è l'apparenza e la presunzione che conta, macchine blu con sirene sempre spianate e vetri oscurati, belle poltrone ministeriali, proprio come quella del giovane figlio (il trota) da novemila euro mensili, e gradevoli assistenti e si permettono di insinuare nuve strategie e compromessi, ma se sono vecchie e squallide quanto questo mondo. Nemmeno il pontefice Leone XII potè trovare e avviare una soluzione alla Questione Romana; adesso i signorotti vorrebbero riproporla con il loro alteriggio presentando un programma per la riqualificazione di Roma ladrona: un circuito di F1, che girerà intorno a San Pietro, così nella capitale si incotreranno nei paddock oltre che a Bernie Ecclestone, Maurizio Flammini (Manager del Gran Premio capitolino), anche papa Ratzinger, monsignor Fisichella e gli altri vescovi. Dovranno chiedere il permesso prima ad Andreotti e gli altri soci potenti che se la giocano a burraco e gym. La Lega ha comunque condiviso la legge per Roma capitale ma ancora non hanno capito cosa comporta. A Nord qualcuno comincia a chiedersi se, tra peculati, abusi d'ufficio e nepotismi, la Lega Nord non possa ormai contendere a Roma la palma di ladrona. Giampaolo Gobbo, sindaco di Treviso e leader della Liga Veneta, la più votata di tutto il Nord, ha detto esplicitamente: «Anche noi abbiamo una questione morale». Eh già, accusato di banda armata per le ronde verdi; dai soldi dell'ex banchiere di Lodi Fiorani al ministro Calderoli fino alle consulenze da avvocato del ministro Maroni, e giù in un disastro etico padano vario ed esteso, di cui il fondatore della liga veneta Franco Rocchetta, colloca l'inizio addirittura nel 1992. Alla commissione Bilancio della camera non siede più il topos del potere romano Paolo Cirino Pomicino, andreottiano, ma Giancarlo Giorgetti, bocconiano e bossia no . I nuovi vizi della Lega romanizzata fanno sorridere i cinici quiriti. Dunque la questione è in un certo senso ancora irrisolta, per non dire passata alla padania e suoi vizi, la vecchia Roma, non più stanca di come si chiede si domanda ancora che fine faranno i tanti buoni pressupposti se questa continua altalena porta ancora scompiglio e affanno tra le dirigenze del paese. Ognuno per conto suo vuole un paese sacrificale, per farne ancora i propri porci comodi, ognuno però ha i suoi scheletri negli armadi ed ancora si tende a chi votta a pretella e annascunn 'a manell'.
Mai si era scesi così in basso: in una gara al reciproco dileggio fatta con inedita violenza. Causa il declino, se non la scomparsa, dei valori etici.
Mai il giornalismo italiano era sceso così in basso. Un fiume di diffamazioni reciproche, di attacchi personali, di finte rivelazioni su peccati veri o presunti anche se risalenti a trenta o a cinquant'anni fa del tipo "sei stato un fascista", "hai scritto lodi di Mussolini". In questa gara al reciproco dileggio i giornalisti sembravano voler apparire più accaniti, più feroci dei loro mandanti proprietari. Il direttore del "Giornale", per dire, sembra impegnato in una gara con il proprietario di fatto Silvio Berlusconi a chi è più accanito nella diffamazione degli avversari politici. Che si tratti di un giornalismo suicida che vuole morire in mezzo ai miasmi e ai veleni che sprigiona lo capiscono tutti, anche nella parte di uno dei protagonisti del conflitto. Nicola Porro, vicedirettore del "Giornale", ha detto in televisione: il "Giornale" parte ogni mattino con due condizionamenti pesantissimi, uno di essere il giornale del padrone, l'altro di avere un direttore che appena sveglio pensa a quali argomenti trovare per aumentare il numero dei lettori. È una descrizione perfetta di ciò che non bisogna fare nel buon giornalismo. Il padrone che usa il giornale anche per i bassi affari, per i mediocri conflitti della lotta politica, e il direttore che cerca gli argomenti scandalosi che piacciono ai lettori non possono ignorare che così si fa del giornalismo giallo, non del buon giornalismo.
Il direttore editoriale del "Giornale" Vittorio Feltri non perde occasione per ricordare che con il suo modo di fare informazione ha diminuito i debiti e aumentato la vendita, ma ha fatto un giornale dichiaratamente fazioso, dichiaratamente punitivo degli avversari politici del suo padrone, un giornale che incute paura. Neppure negli anni della guerra fredda, dello scontro frontale con il comunismo staliniano si era arrivati a una simile violenza. Di De Gasperi, il leader democristiano, si scriveva al massimo che era un austriacante, un deputato di Trento al Parlamento viennese, di Togliatti che era l'uomo di Stalin, ma si rispettava la sua vita privata, la sua separazione dalla moglie, la sua relazione con la Iotti.
Allora io facevo un giornalismo di inchiesta che suscitava scandalo presso i conservatori, ma scrivendo della famiglia del re del cemento Pesenti non andavo più in là dal rivelare che in casa chiudeva il frigorifero con un lucchetto e si faceva pagare l'usura come dagli amici cui imprestava l'automobile. Ma si dice: Berlusconi è stato sottoposto dalla stampa di sinistra a una persecuzione inaudita, a migliaia di attacchi, a volte di calunnie. Sì, ma come risposta a una sua ostilità senza precedenti verso la democrazia italiana, verso la magistratura, ad una sovraesposizione dei suoi piaceri e dei suoi amorazzi. Ma c'è sempre una ragione più profonda. Questa durezza polemica, questo colpire l'avversario senza esclusione di colpi derivano anche dal cambiamento della società e dal declino, se non dalla scomparsa, dei valori etici. Nel mondo industrializzato dopo la seconda guerra mondiale valori come l'onore, la fedeltà, il buon nome, la rispettabilità si sono affievoliti sino a scomparire, sostituiti da un unico dominante valore: il denaro-potere, la ricchezza che ti mette al di sopra delle leggi e dei giudizi. Chi fa bancarotta non si toglie più la vita per la vergogna, i colpevoli dei fallimenti dolosi non si nascondono ma continuano a godere dei privilegi della ricchezza. In questo deserto degli antichi valori, in questa società dell'homo homini lupus non ci sono più limiti al generale massacro. (Giorgio Bocca)
Mi domando io ma ce li avrà oppure no i coglioni Obama? E allora fermiamo questa orda di repubblicani che massacrano il testamento di un premio Nobel, massacrano il diritto di un uomo a governare il proprio Paese in piena autonomia. Se è salito al potere un certo Obama ce ne sarà un motivo, lui tenta una politica bipatisan, molti la reputano un errore ma io sono sicuro che le capacità di un individuo e soprattutto di un Presidente vanno al di là di un semplice approccio di sinistra o di destra, un po come il nostro buon Napolitano. Un errore c'è ma è da reputare alquanto scontato, Obama nei suoi discorsi si è rivolto all'America intera, il suo grande carisma lo ha spinto a voler accontentare anche la minoranza del popolo, un Presidente deve rimanere imparziale, qualunque sia il prezzo da pagare, non si possono prendere le parti di alcune fasce e scontentarne delle altre, un errore che Roosevelt non ha mai commesso a costo di essere odiato, e Kennedy chiamò addirittura figli di puttana gli industriali dell'acciaio che avevano arbritariamente alzato i prezzi. Non dimentichiamo che Obama ha salvato la finanza Americana, proprio lo scorso 2008, ma la finanza ha scelto, stile Tea Party, che c'è di meglio dell'aiuto di Stato. Allora perchè questo presidente è stato così facilmente sconfitto? Sul New York Times di martedì Roger Cohen, uno dei più interessanti commentatori americani, descrive così Obama: “Tutta testa e poca emozione. Ma il voto è emozione”. “Soprattutto – aggiunge – la maggior parte degli elettori e la maggior parte di coloro che lo hanno votato (due anni fa), non saprebbero dire subito e con una battuta: su questo Obama è a favore, su questo Obama è contrario”. Si è diffusa poi la voce che Obama vive una vita sentimentale e familiare troppo felice per riuscire a farsi carico di un paese e del suo sogno: il sogno americano. Ques ta sconfitta è stata studiata, secondo il mio modesto parere, agli estremisti di destra si sono aggiunti anche quelli di sinistra soffocandolo, loro vogliono tutto di Wall Street, delle assicurazioni, delle condanne a morte e le fabbriche, insomma hanno avuto paura, ancora una volta, che il potere potesse essere tolto dalle mani dei ricchi. Per questo Obama ha subito una pesante sconfitta, ma non del tutto dato che il prossimo 2012 ci saranno nuovamente le primarie. Dunque un destino che sembra segnato questo di Obama, ma il suo carattere è molto più forte di una sconfitta, il Presidente americano ha dimostrato in più di una occasione di essere all'altezza della situazione e anche dell'opinione pubblica, con la riforma della Sanità, e come abbiamo già detto, con il salvataggio di Wall Street. Dunque Obama deve continuare per la sua strada che ormai si è fatta più fervida ora che gli elettori lo hanno abbandonato, deve ritrovare la passione e la mobilitazione che lo hanno reso tale nel 2008 evitandi scontri diretti e soprattutto manovre politiche interne che lo penalizzerebbero, per il resto resta sempre il nostro Presidente nero Barack Obama.
Trenitalia e Alitalia sono le due compagnie bandiera italiane, grandissimi investimenti e pochi risultati, sono le due compagnie più care del paese e anche le meno efficienti d'Europa; solamente le ferrovie dello Stato sono finanziate sei miliardi di euro di denaro pubblico all'anno allo scopo di continuare a torturare i pendolari. Per non parlare poi del progetto Tav che ha sctenato una vera e propria rivoluzione, questo progetto prevede un collegamento tra Torino e Lione per permettere il passaggio di merci tra l'Italia e la Francia che altrimenti estrometterebbe il Piemonte dal commercio europeo. Ma il traffico di merci, osservando i grafici è decisamente scarso e addirittura in calo, ma questo non è tutto, questa linea costerebbe allo stato la esorbitante cifra di circa 20 mld di euro, è un debito che andrebbero a pagare addirittura i nostri nipoti. Pensate che la manovra finanziaria di Prodi raggiungeva una cifra molto inferiore. Questo è il sito dove ogni giorno si combatte una guerra per il NO TAV: No TAV Torino Questi progetti faraonici indeboliscono ulteriromente le casse dello Stato riducendoci sempre più ad un popolo di migratori, dovrebbero invece tagliare questi sprechi e permettere ad altri investitori di prendere il controllo, ne gioverebbe l'economia e il governo. L'Alitalia poi con le sue Cordate ha messo in ginocchio tutti piani regolatori per permettere la sua sopravvivenza. Ricordiamo l'ultima vicenda in cui si sperava in un aiuto di AirFrance che non è mai arrivato. Una notizia fresca fresca risale agli ultimi giorni, l'ex-presidente della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre, è stato multato di 400.000 euro dalla Consob per aver falsamente accreditato l'esistenza di una cordata di imprenditori per rilevare la compagnia aerea Alitalia. Confermato l'ennesimo discredito sulle massime istituzioni del nostro Paese. Le perdite però sono state dimezzate nell'ultimo anno il 2010 è costato 160 mln di euro. Ma oltre alle spese, agli ivestimenti dobbiamo tener conto che molti dei nostri soldi vanno nelle tasche di giovani autisti promossi manager, ex fidanzate ed ex segretarie promosse a posti di dirigenza, galoppini elettorali e parenti falliti premiati con consulenze e stipendi faraonici. Sono questi i veri scandali della casta, non le auto blu o i progetti falliti, oppure le indennità degli assessori comunali. Questa grande industria dei fannulloni dove si scambiano merci troppo care per noi semplici cittadini e destinata al fallimento. Il fallimento di una scommessa, un diritto inesistente, un falso inequivocabile, quindi molto prevedibile, noi non saremo complici di questo complotto meschino avremo ancora tutte le capacità e la caparbietà di opporci a questo squallido sistema.
Benvenuti nel mio Blog, sono napoletano e credo nei valori, lo spirito che oggi ci accomuna rivive grazie alle innumerevoli testimonianze, dunque anche la vostra, sono cosciente di quanto possa essere importante oggi la comunicazione, io credo che sia alla base di tutto, è il frutto sano di una società sana, vi saluto affettuosamente. «Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.» (Giovanni Falcone e Paolo Borsellino)
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