Sono piccole. Hanno solo 12 anni. Ma già sanno sparare e marciare. Sono le bambine soldato della Russia di Putin, ritratte dal fotoreporter Sergey Kozmin.
Soldati di giorno, bambine di sera. È la doppia vita delle “piccole spie di Putin”, le allieve 12enni che frequentano la scuola femminile Moscow Female Cadet Boarding School, una delle più importanti accademie militari della Russia.
Le bambine soldato di Putin. Studiano strategia militare, marciano, sanno usare maschere anti-gas e smontare Kalashnikov in tempi record. Ma hanno solo dai 12 anni in su. La sera tornano alla vita spensierata delle giovani ragazze in camerette confortevoli tra pupazzi e cuscini. Seguono corsi di balletto e cucito ma sono sottoposte ad una rigida disciplina che vieta appuntamenti, minigonne, alcol, fumo e parolacce. Capelli legati, niente cellulare e la possibilità di parlare con i propri genitori solo per pochi minuti la sera. Sono le bambine soldato della prestigiosa Moscow Female Cadet Boarding School, fortemente voluta da Putin dopo che queste scuole militari erano state chiuse in seguito al crollo dell’Urss.
La loro storia in alcune fotografie. A documentare la vita di queste particolari bambine è il fotoreporter Sergey Kozmin. Si tratta dell’autore delle foto e dell’articolo che racconta la singolare storia di un baby esercito che credevamo potesse esistere solo nei film. “E’ una scuola pubblica quindi possono accedervi tutti. L’unico limite è l’ammissione”, afferma Kozmin. “La pressione psicologica cui sono sottoposte è molto forte: non possono uscire, vivono sotto un rigido controllo. Ma non ne ho mai vista una piangere”.
Come le eroine del 1945. Le bambine studiano e si addestrano nella speranza di diventare un giorno come le eroine russe che hanno combattuto il nazifascismo nell’Armata Rossa. Le stesse che sono celebrate nel museo della scuola. Per questo imparano a sparare, leggere cartine, pianificare vie di fuga e a dispiegare uomini sul campo di battaglia. Tuttavia rimangono sempre bimbe che si dimenticano regole e disciplina non appena vedono il pacchetto di chewing gum di Kozmin. “Le ragazze si sono accorte che stavo tirando fuori dalla tasca un pacchetto di gomme da masticare. A quel punto sono corse verso di me e mi hanno chiesto tutte eccitate se potevo dare loro l’intero pacchetto. È una delle cose della vita reale di cui sentono maggiormente la mancanza”.
Scritto da Emanuela De Marchi il 29 marzo 2012 in Mondo
Un tuffo dove l'acqua è più blu e ci troviamo tutti insieme nel golfo di Napoli ad assistere alla competizione più attesa dell'anno. Nell'America's Cup si sfidano le imbarcazioni delle nazioni più in vista nel settore nautico, qui di seguito l'elenco: Aleph (Francia), Artemis (Svezia), Bar (Inghilterra), China Team (Cina), Emirates New Zeland (Nuova Zelanda), Energy Team (Francia), Green Comm Racing (Spagna), Luna Rossa (Italia), Oracle Racing (Stati Uniti), Team Korea (Korea). Questa è la mia regata preferita, in assoluta certezza e non poteva non esserlo data la sua grande Storia, La Coppa America è il più famoso trofeo di vela, nonché il più antico trofeo al mondo ancora in palio. C'è grande fervore, basti pensare che Marinella, il noto cravattiere partenopeo, ricama per l'evento nodi marinai, timoni e simboli nautici. Apertura dei giochi al Plebiscito per consentire le proiezioni dei video mapping ossia le proiezioni delle gare sui monumenti, sarà uno spettacolo! Ristoranti e alberghi in rivolta, il pubblico appassionato, gli equipaggi e i loro team resteranno a bocca aperta, speriamo per la soddisfazione. E dunque Napoli rinasce dal Mare, dalla sua ricchezza più storica. Ricordo quando Luna Rossa con Francesco de Angelis nel 2000 vinse la Louis Vuitton Cup contro i maestri della vela di AmericaOne e Paul Cayard, credo che fu allora che nacque la mia passione per la vela. Il Comitato Organizzatore, ha reso noto il format dell'evento. Il programma, articolato su regate di flotta, match race e prove di velocità, permetterà ai velisti di mettersi nuovamente alla prova a bordo degli impegnativi AC45, catamarani dotati di ala rigida. "Abbiamo apportato alcune piccole modifiche al format dopo la conclusione dell'evento di San Diego, che ha chiuso il 2011 - ha spiegato il direttore dell'evento, Iain Murray - Ci siamo confrontati con i team e abbiamo fatto valere l'esperienza maturata nel corso delle tappe svolte nel corso dell'anno passato. Credo che il programma ora sia più forte: ogni regata conterà ai fini del campionato e tutti i team saranno impegnati tutti i giorni, particolare che riteniamo molto importante". Tutte le regate comprese tra l'11 e il 15 aprile saranno trasmesse in diretta su YouTube
Già in azione sul lungomare di Mergellina numerosi volontari per tirare a lucido le "strade della vela". Voglio assicurarvi la mia italianeità alla situazione, per farla breve Luna Rossa avrà il mio vento in poppa! La prima gara avverrà sabato 7 aprile, sfida tra Oracle e New Zeland. I team saranno impegnati tutti i giorni, mentre l'8 ci saranno tre regate di flotta di 15' ognuna. Dopo due giorni di riposo si riparte l'11 aprile con le qualificazioni e, dunque tra mercoledì e sabato ci saranno 11 regate, poi domenica 15 aprile si aprirà invece con gli AC500 Speed Trial, una sorta di gara contro il cronometro: ogni team navigherà su un percorso lungo 500 metri e vincerà l'equipaggio che coprirà il percorso nel minor tempo. A seguire ci sarà una regata «winner-takes-all» della durata di circa 40 minuti che assegnerà il titolo di vincitore del Fleet Race Championship.
Vorrei incontrarvi sul lungomare di Mergellina, tutti, per tifare Italia. Questo evento potrebbe avvicinarci tutti con la passione che abbiamo in comune per la vela, quale miglior modo di sentire la gara. Le bandiere sventolano, gli alberi maestri ci alzano sopra lo specchio del mare, la fatica è solo superficiale ma sotto uno strato di pelle dura e salina, un vero cuore batte all'impazzata, dove il timone non può dirigere, ma solo lo spirito di competizione e di gruppo può condurci. Buona Regata a tutti e che vinca il migliore!
Non è ancora tempo di adii per il nostro amico Lucio, oggi 4 marzo il poeta cantautore che ha fatto sognare un popolo intero compie 69 anni. La morte è sopraggiunta durante l'ultimo concerto che teneva in Svizzera, a Montreux, in una stanza d'albergo. Sono diapiaciuto, Dalla era uno dei miei autori preferiti, la sua lirica era ed è pura poesia e poi c'era la sua classe, la sua ironia, che faceva balzare tutti dal proprio stazio. Durante questi giorno ho ascoltato molti brani del cantautore e devo dirvi che ho apprezzato ogni sua singola nota, Dalla era un'uomo ricco e generoso, molti gli sono riconoscenti per i tanti gesti di umana comprensione che faceva quotidianamente. Un vero artista si riconosce proprio in questo, dalla sua sensibilità e lui non si è mai tirato indietro. Voglio ricordarlo anche io, voglio fare le mie condoglianze a tutto il popolo bolognese, città dove lui era nato. Non aggiungo altro, Lucio Dalla è un mito.
Diventato anagraficamente cittadino puteolano mi sento il dovere di far sapere, al mondo intero, quanto questo posto sia speciale. Stamane in autobus ho incrociato gli sguardi di tante persone: talmente comuni, talmente originali, erano persone di altri tempi, sempre col sorriso, il bus non era il mio dunque per il breve tragitto ho avuto poco da meditare, ma ho fatto in tempo a stamparmi nella mente alcuni dei loro volti. Si dice che il tempo non passi per chi ha nel cuore la gioa di vivere e questi puteolani la conservano egregiamente. Quando scendi in centro incotrerai sempre un'anima che si da da fare, pesca o sguazza fa lo stesso! E' il posto ideale dove mollare l'ancora e tuffarti nei ricordi e nel passato. Si fondono freneticamente mito e leggenda. Credo che lo spettacolo da queste parti fosse assicurato, l'anfiteatro Flavio, dove si esibivano i Gladiatori con le belve feroci è uno dei più grandi d'Italia. Dovete sapere che io non sono affatto un superficiale, l'unica mia debolezza è la poltrona (che non ho) (più) e la Storia del Bel Paese. Da quando sono approdato su queste rive, a Pozzuoli, mi sono fatto già gran parte dei suoi vicoli, non sono un turista ma come fai a non esserlo (per sempre)? Diciamo pure che camminare a piedi fa bene alla salute e allunga la vita. E se è per questo mi sono fatto a piedi, Ischia, Capri (Procida no), e Napoli nella sua interezza e già che ci siamo aggiungiamoci Amalfi, Sorrento e Positano. Pozzuoli è stato il porto principale dell'Impero Romano e dunque mi sono concesso anche qualche imbarco per le sue isole (mai da clandestino ve lo assicuro). Che dire questa terra è generosa assaje, ma pochi però a mio malgrado sanno sfruttarla realmente. Se leggete su Wikipedia è una zona bagnata da due laghi: lago d'Averno e lago Lucrino, tutta zona vulcanica quindi badate bene, in più c'è la Solfatara e Cumaaaa. Non voglio annoiarvi perciò andate pure a leggere la Storia con la S maiuscola di questi luoghi.
Pozzuoli rappresenta molto per me, ho vissuto trent'anni a Napoli, di più e non di meno, ma da quando sono entrato nella cittadina mi sono immerso nella sua natura, nelle sue infinite sponde. Vorrei abbandonarmi ad essa ma dimoro precariemente ancora con mammà. Ma mi sono bagnato già in diverse sue acque (spiagge) e ho paura che me le farò tutte anche quelle. Se un giorno dovessi diventare ispettore della Guardia Forestale allora sì che piangerei come un bambino per farmi trasferire nella casema più vicina e ce n'è proprio una qui nei paraggi. Non ci facciamo mancare mai un buon pranzo di pesce, nel porto di Pozzuoli troverai sempre, tutte le mattine, chi te lo porta fino e sotto il naso. Dico questo perché ho paura che non vivrei senza, come si fa a dire di no ad un cefalo, ad una triglia, ad un dentice, devi essere solo un pappagallo. lo sviluppo di un territorio deve cominciare laddove ci sono persone che sanno realmente apprezzarlo e valutarlo, intendo coloro che sanno dove buttare la rete, abboccheranno miriadi di pesci piccoli ma sicuramente anche uno talmente grosso da far perdere la testa a Sofia Loren. E dunque da li che comincia lo sviluppo di un territorio, quando si ha finalmente a che fare con qualcosa di enorme, come il pesce del pescatore nella foto sotto, e io vorrei farne parte, partecipare allo sviluppo di questa territorio o tantomeno alla sua tutela. Io e il mio cane da Pozzuoli vi salutiamo.
Jan Palach aveva ventun'anni quando decise di darsi fuoco pubblicamente a Piazza San Venceslao, nella capitale cecoslovacca dove, pochi mesi prima, erano entrati i carri armati sovietici, soffocando le speranze di liberalizzazione politica che avevano visto un eccezionale fiorire nel corso della Primavera di Praga. Morì il 19 gennaio del 1969 e, oggi, è ancora importante ricordare questo studente, in un mondo in cui le rivolte e le proteste contro l'ingiustizia continuano ad essere protagoniste.
La primavera araba iniziò, un anno fa ormai, con un uomo che si diede alle fiamme, la Primavera di Praga conobbe una durissima repressione che la portò a concludersi in una maniera ugualmente tragica, con uno studente che nel centro di Piazza San Venceslao, cosparse il proprio corpo di benzina e lo appiccò con un accendino. Era il 16 gennaio del 1969 e, dopo un'agonia in ospedale nel corso della quale restò sempre lucido, Jan Palach si spense il 19 gennaio del 1969. Patriota per caso o per volontà, aveva 21 anni.
Giovane ed entusiasta, aveva vissuto nella sua città durante quella Primavera che sarebbe stata stroncata brutalmente con l'invasione da parte delle truppe sovietiche. All'inizio del 1968 la Cecoslovacchia conobbe una stagione di grande liberalizzazione e democratizzazione, in cui si iniziarono a rivedere quelle restrizioni sulle libertà di pensiero e di movimento che venivano imposte da Mosca; Alexander Dubcek era il leader politico che si fece promotore di questo movimento, il cosiddetto «socialismo dal volto umano».
Decisione che, inevitabilmente, non risultò gradita alla Russia che soprattutto non poteva tollerare il decentramento sotteso a questo genere di manovre: così il 20 agosto dello stesso anno i carri armati e le milizie dei paesi aderenti al Patto di Varsavia entrarono a Praga, tutte le riforme precedenti all'invasione vennero praticamente annullate, chi riuscì scappò frettolosamente verso gli stati dell'Europa occidentale, chi restò assistette al mesto spettacolo della repressione di tutte le istanze liberali che avevano agitato le strade della vivace capitale della Cecoslovacchia.
Le proteste non violente divennero la triste consuetudine, per un'occupazione che finì solo nel 1990, con la definitiva disfatta dei regimi sovietici. Tra tutti coloro i quali ebbero il coraggio di manifestare il proprio dissenso nei confronti di quella violenta presa di potere sul territorio, Jan Palach scelse il modo più tragico, a testimonianza dell'afflizione che ormai era entrata nelle case e nelle anime di tutti. Scelse accuratamente di non far ardere assieme a sé i propri scritti, nei quali, tra l'altro, sosteneva che altri studenti sarebbero stati pronti a darsi alle fiamme per «scuotere la coscienze di un popolo».
Effettivamente, Jan Palach fu il primo ma non l'ultimo: silenziosamente e disperatamente furono in sette a scegliere la sua stessa strada, tra essi anche l'amico Jan Zajíc. Sono gli eroi, i patrioti di quel piccolo paese che ora non esiste più, scisso nelle sue due grandi identità quella ceca e quella slovacca, i simboli della lotta non solo contro il regime sovietico ma contro tutte le tirannidi che opprimono il genere umano in ogni terra ed in ogni epoca.
Gli organi di informazione, tutti rigorosamente controllati dal regime, non fecero mai parola di questi drammatici episodi. Ciononostante, i funerali di Jan Palach divennero un evento nazionale a cui parteciparono migliaia di cittadini provenienti da tutto il paese. Solo dopo la caduta del comunismo e il crollo del muro di Berlino, grazie anche aVáclav Havel il leader della rivoluzione di velluto, il sacrificio dello studente, morto per la libertà del suo paese, venne riconosciuto e rivalutato in tutto il suo tragico, disperato valore.
Non sono in ritardo, il mio post è il frutto di un'attenta valutazione, anche se sotto bombardamento mediatico ho comunque inteso e valutato la situazione. La Costa Concordia ha evitato per un pelo una vera tragedia, il comandante Schettino ha fatto l'ultimo varo della sua vita. Le colpe cadranno sempre sull'equipaggio quando quest'ultimo è incapace o addirittura evasivo; sappiamo tutti benissimo che l'abbandono della nave può costarti la galera, ma Shettino forse era ubriaco o forse ha avuto paura e se l'è filata. Fatto sta che migliaia di persone hanno dovuto vedersela da sole, immaginate il panico quando i cuochi hanno dovuto abbassare le scialuppe e i medici, i secondi in plancia, il comandante hanno abbandonato la nave, DA NON CRE DE RE!. Qualcuno sa dirmi se dall'isola si vede la manina alzata di qualcuno che saluta? Perché è proprio questo il motivo del naufragio. Questo pazzo ha varcato la soglia del limite massimo del confine navigabile con l'Isola del Giglio e ha preso uno scoglio dalle dimensioni enormi che ha squarciato l'intera carena della nave; come il Titanic che non vedendo l'iceberg ci è andato a sbattere proprio dentro provocando però l'inabissamento della nave e facendo 1523 vittime. Il caso se non è uguale è identico, ma questa volta ci è andata bene con un colpo di mazzo. La nave Concordia si è arenata e dunque è rimasta quasi interamente sopra il livello del mare, una manovra all'ultimo minuto del comandate Schettino o l'ennesimo colpo di fortuna? Secondo indiscrezioni il comandante era completamente ignaro di tutto, sino due ore dopo la tragedia, tant'è vero che nell'audio della conversazione con la capitaneria di porto egli era completamente e ancora allo scuro e in preda al panico.
Insomma questa bravata è costata la vita a ben cinque persone e i dispersi sin'ora se ne contano trenta circa. Io non sono una persona accusatrice per amor di Dio, ma davanti ad un fatto simile chi ha sbagliato deve pagare. E' giusto che risponda del dolore provocato e della sua negligenza. Credo per di più che il comando di navi di questa portata, debba essere assegnato a persone fidate, mi riferisco anche all'equipaggio, sono stati dei veri incompetenti. Costa Crociere andrà sicuramente a risarcire alle centinaia di persone che hanno subito danno, ma che fine farà l'immagine di una compagnia vista dal mondo intero gestita dal timone di persone simili? Non certo una bella figura anche per noi italiani, ormai vittime ignare della nostro stesso egoismo (e egocentrismo). Commented Please!
Domani 16 dicembre appuntamento in Cattedrale alle ore 18.30 per la Solenne Veglia di chiusura dell’Anno Giubilare, presieduta dal Cardinale Crescenzio Sepe. Nel corso della celebrazione l’Arcivescovo consegnerà ad alcuni rappresentanti della comunità civile e religiosa la Lettera pastorale alla chiesa e alla città di Napoli «Per amore del mio popolo» perché si continui a diffondere lo spirito di novità del Giubileo. Subito dopo il Cardinale aprirà la Porta della Cattedrale ad indicare la volontà della Chiesa di andare incontro ai bisogni e alle necessità della gente. Successivamente, dopo il video-messaggio del Santo Padre Benedetto XVI, accenderà il braciere posto sul sagrato del Duomo e consegnerà ad alcuni maratoneti la fiaccola che attraverserà la città sino a Piazza del Plebiscito. Il popolo si ritroverà con l’Arcivescovo a Piazza Carità alle ore 20.30 dove inizierà la fiaccolata che raggiungerà Piazza del Plebiscito per la festa conclusiva. Lungo il percorso verranno accessi da autorevoli testimoni della carità sette bracieri a ricordo delle sette opere di misericordia che hanno scandito le tappe del percorso giubilare. In Piazza, sotto la direzione artistica di Nunzio Areni e l’allestimento di Alfredo Giacometti, si avvicenderanno la “Grande Orchestra per il Giubileo di Napoli” diretta dal maestro Gennaro Cappabianca, il “Coro delle voci bianche” del Teatro di San Carlo diretto da Stefania Rinaldi, “Campania arte danza”, diretta da Annamaria Di Maio, l’attore Enzo De Caro e l’attrice-cantante Lina Sastri e i campioni azzurri del Napoli “europeo” Edinson Cavani e Morgan De Sanctis. Il Cardinale Crescenzio Sepe concluderà la festa con un “Messaggio di Speranza” alla città e alla Chiesa di Napoli perché lo spirito del Giubileo continui nella concretezza delle opere inaugurate e presentate nel corso dell’anno.
Solo per i lettori del mio blog la Lettera pastorale «Per amore del mio popolo» Firmata del Cardinale Sepe sotto la dicitura: ‘A Maronna c’accumpagna! Scarica Letterapastorale_Giubileo_2011
Solenne Veglia di chiusura del Giubileo Apertura della Porta della Cattedrale Video-messaggio di Papa Benedetto XVI Domani 16 dicembre Duomo di Napoli ore 18.30
Festa conclusiva con musiche, danze, canti, voci e i campioni azzurri del Napoli Cavani e De Sanctis Messaggio conclusivo dell’Arcivescovo Domani 16 dicembre Piazza del Plebiscito ore 21.00
Servirà a qualcosa questa stangata del ministro Monti? Il costo è a dir poco eccessivo, 11 Mld di euro l'anno direttamente dalle tasche di noi italiani. Considerando le spese che affrontiamo già ogni mese, dei grandiosi lavori della Tav, del costo della vita sempre in aumento, ritengo opportuno soffermarmi e discutere di questi straordinari eventi che segneranno la nostra vecchiaia e quella dei nostri figli e nipoti. Molti sono quelli che la ritengono discutibile, sono in atto scioperi dei sindacati lungo tutto il Paese, i tre leader confederali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti si sono incontrati nella sede della Uil, dove hanno raggiunto un accordo per lo sciopero. I tre sindacati hanno anche emesso un comunicato, nel quale chiedono a tutti partiti di aprire un confronto con loro, al fine di apportare modifiche alla manovra, che viene giudicata unanimemente iniqua, facendo pesare i sacrifici quasi del tutto a carico del lavoro e delle pensioni. E già oggi, i sindacati presenteranno in audizione in Parlamento i loro emendamenti. Potrebbe essere questa la prima occasione di confronto con i partiti politici. E dunque mi viene da pensare che solamente se il Bel Paese viene sottomesso, umiliato, l'Europa può tirare un sospiro di sollievo, eppure la mia fiducia per la UE è totale, fino a ieri credevo fossero i tutori, coloro che detenevano il potere e la voglia di aiutare un paese in difficoltà, ma dato il caso della Grecia mi sono dovuto ricredere, dobbiamo solamente contare sulle nostre forze, ma l'errore sta prorpio in questo, molti confondono i "sacrifici" con la sottomisione, un'errore gravissimo, i tagli vanno effettuati sulle spese dello Stato, parlo di stipendi d'oro ai parlamentari, pensioni d'oro agli stessi parlamentari, auto blù e una marea di persone alle loro dipendenze, per lo più familiari degli stessi. Il ministro del Lavoro e delle Pari opportunità Elsa Forneo si commuove durante la conferenza stampa: «Quanto ci è costato chiedere un ulteriore sacrificio» e aggiunge «Con le pensioni attuali stiamo dando di più a chi è più ricco, con il metotodo contributivo daremo a ciascuno in proporzione dei contributi e dell'età e in più ci sarà il contributo di solidarietà». Che dire sicuramente ci avranno messo il cuore, ma sappiamo bene che delle volte non basta, l'Italia necessita di un vero leader, una persona totalmente dedita ai suoi interessi. Napolitano in tutto questo resta un po in sordina, sicuramente non avrà nulla da aggiungere, ma noi si, siamo il popolo, la sovranità che ancora regna nel Paese, manifestiamo, non smettiamo di far sentire le nostre ragioni.
Il trono è sottosopra, che gran #malditesta. La politica ha fallito ed ora è una schiera di professori a dirigere l'orchestra, mi viene voglia di dire: ma non si vergognano? Si sentono solo brutte notizie da questi fronti che ormai ritengo quasi impraticabili e inattendibili. Eppure un Paese come il nostro con una storia di queste proporzioni merita di meglio che la solita presa per i fondelli, come la Grecia e gli altri che ormai fanno parte della UE e nessuno dovrebbe costringerli a fallire. Fallire appunto, questo è il termine che il ministro Mario Monti ha usato per farci capire a cosa saremo stati destinati, ma che fine hanno fatto tutti i nostri soldi, i nostri contributi? Menziono ancora il ministro Forneo che dice: «Se neanche i giovani hanno la consapevolezza che il contributo delle donne deve essere valorizzato non si va da nessuna parte».
Giusto per non perdere l'umorismo, in fondo è il sale della vita, oppure per dire che in fondo siamo tutti dei comici, ma c'è sempre una vena di rispetto.
La vita è una condizione palpabile, il maestro, il guru della tecnologia ci ha lasciati, ma non a mani vuote. La sua autorità (eredità) si è sentita nei cieli dell'Olimpo, non parliamo di ricchezza ma bensì di eleganza, non parliamo di emblemi ma di gratitudine.. di comunicazione. Un un'intero globo terrestre tiene stretto fra le mani un simbolo, la voce di un caro amico, un pensiero palpabile legato alla necessità di sentirsi vicino in un vero e ineluttabile destino. Questo avviene grazie alla comunicazione resa possibile, autentica e incondizionata dalla professione e dalla caparbietà di un solo uomo. Ha trasformato la vita, il messaggio di un'uomo in una lucida, nuova concezione della realtà. Il fondatore della Apple Inc ha saputo guardare oltre e nello stesso tempo realizzare un sogno, ha fondato e generato una nuova era di telecomunicazioni. Con le stesse mani potremo benedire tutto questo ben di Dio, questi ogetti del desiderio. L'uso che ognuno di noi farà di queste tecnologie sarà legato al suo nome, al suo ricordo. Dunque ha segnato l'esistenza del genere umano e scritto su tavolette elettroniche i nuovi codici, le nuove leggi della conoscenza e per questo io lo ringrazio.
E tutto questo grazie a Steve Jobs.
Life is a palpable condition, the teacher, the guru of technology has left us, but not empty-handed. His authority (inheritance) was felt in heaven Olympus, do not speak of wealth but ofelegance, but do not talk of emblems of gratitude .. of communication. One takes an entireglobe tightly in his hands a symbol, the voice of a dear friend, a palpable thought linked to the need to feel closer to a true and inescapable destiny. This is made possible through communication, genuine and unconditional from the profession and the stubbornness of one man. He has transformed the lives, the message of A man in a shiny, new conception of reality. The founder of Apple Inc has been able to look beyond and at the same timerealize a dream, he founded and created a new Era of telecommunications. With the same hands that we can bless all good things, this object of desire. Use each of us will makethese technologies will be linked to his name, to his memory. So marked the existence of mankind and written about electronic tablets new codes, new laws of knowledge and for that I thank him.
In febbre sicula oggi riposano le spoglie dei caduti, cavalieri, soldati, guerrieri. Martiri di quale atroce destino? Un degno sguardo rivolto all'orizzonte credo che sia dovuto, ma non per la stima o la gratitudine che offro a tali personaggi ma per lo spirito che si libera da una sincera osservazione e cioè che tutti siamo parte di un sistema, di un complotto, che sia esso bello o brutto, ci sentiamo tutti complici dinanzi alla cruda realtà. Sicuramente qualcuno dirà che sono dei mascalzoni, dei fetenti e appunto dico che proprio questo atteggiamento univoco ha indotto a tali sofferenze, dunque che Dio me ne scanzi se non facciamo parte tutti di questa storia terribile. Tolleranza zero, è vero, per questi crudeli e meschini individui. Anni di governo buttati in un cesso, per far posto a cosa? Ad una successione di episodi ed eventi sgradevoli, come la declassazione, lo spread e il debito pubblico. Cadono giù come i giganti dall'Olimpo, oppure sono semplicemente vittime di un complotto, del nostro sistema infallibile e così hanno fatto la fine dei tracchi? La mia osservazione precedente mi ha portato a pensare: «comunque è stato un gran botto!», non trovate? E pensare che alcuni mesi addietro Il nostro B. (il berlusca, Berlusconi) se la faceva con l'Africano Gheddafi ed andavano anche d'amore e d'accordo. Una rivoluzione si è innestata, troppe le divergenze ancora da colmare e patatrack. Gheddafi scovato in un tunnel delle fogne viene assalito e giustiziato a sangue freddo e Berlusconi viene intimato ad alzare i tacchi per far posto a Monti un vero ufficiale gentiluomo, che ci tiene anche lui a precisare che l'incarico scotta, e ce credo. Molti pensano all'economia, si deve sanare, ma quale economia essere stupido e coatto, questi sono segnali di guerra, si guerra e pace!
E in tutto questo noi siamo gli artefici, con i nostri messaggini (post) su Facebook e Twitter, che mi hanno fatto due coglioni come una capanna. Messaggi di puro odio, devo ammetterlo, ma badate bene ai contenuti, che siano puliti come la mamma che ci ha fatto altrimenti rischiamo di cadere dalla parte del torto.
A conti fatti, facciamoci un bel giro in cabriolet, almeno per schiarirci un po le idee, chissa ci capita di incontrare qualche volto noto anche a noi, come Mussolini e Hitler che se la godevano indisturbati e intanto gli eserciti prolificavano. Mi prolungherei, ma non sono assolutamente il tuo tipo. Voglio concludere: l'Italia è un Paese fantastico, gestito però una chiavica, le nostre risorse se le sognano, perchè sprecarle e buttarle con battutacce e barzellette, abbiamo compiti importanti, (salvarci il culo per esempio) non si può sempre venire contro al principio che una volta ci ha uniti, la volonta comune che ha reso possibile lo sviluppo e l'economia e la Costituzione. Napolitano è l'unico uomo degno di una poltrona eppure sembra sempre saperci rinunciare per il tuo bene, per far posto al tuo prossimo e no al prossimo imbecille sia chiaro. Saimo un popolo di signori, lo stesso B. dice: «lascio anche se mai sfiduciato, ma non mi arrendo e raddoppio l'impegno.»
P.S. Un post breve ma efficace, il succo del discorso credo che sia stato inteso, siamo stracolmi di notizie sul web, sui giornali, ma quello che a me interessa è focalizzare l'argomento, renderlo scottante, vero, come esso dovrebbe essere realmente, perciò vi chiedo di commentare secondo il vostro punto di vista, quello umano intendo; buon proseguimento.
E' sempre l'ultimo atto secondo chi comanda e chi detta le leggi, questa Grecia, magnifica secondo il mio punto di vista, non riesce a trovare una soluzione alla crisi che la attanaglia. Voi cosa dite che si possono decidere le sorti del paese perché un'azienda fallisce oppure perché un ministro viene esonerato? Io credo che un paese storico come la Grecia ha ben altre qualità, ben altre sorti. Sono più di due anni che la Grecia non vede la luce del sole, è un controsenso troppo grande eppure è così. Oggi il premier George Papadreou ha annunciato un nuovo taglio nelle spese pubbliche e una riduzione di ben 30.000 posti di lavoro e inoltre ha deciso di tagliare del 20% le pensioni sopra i 1.200 euro inoltre abolizione dei sussidi e degli incentivi. Che dire una vera tragedia. Le soluzioni vanno trovate subito, si rischia la perdita e l'estromissione del paese dalla Comunità Europea, che secondo il mio punto di vista è una cosa terribile! Le hanno provate tutte nella manovra finanziaria, con privatizzazioni e riforme strutturali ma niente da fare il debito cresce e se non dovesse essere approvato il prestito di 8 mld di euro dal Troika (BCE, FMI, UE) Atene rimarrebbe a corto di liquidità entro il prossimo novembre.
Ragazzi andiamo in vacanza in Grecia, compriamo greco e soprattutto importiamo greco.., la cosa deve nascere in ognuno di noi, deve diventare una forma di mentalità quella di spalancare le porte e il cuore ad un paese amico che ci ha donato grandi sogni e grandi passioni. Gli scioperi non bastano, bisogna costringere la mente a valicare questo ostacolo, a costruire sogni più grandi, orgogliosi e duraturi. Ma diciamoci la verità dove sono gli errori se ognuno commette gli stessi errori? Leggo che molti costi sono dovuti per pensioni troppo anticipate, per doppi lavori e troppi sprechi in giardinieri, ma non sono queste le reali cause della crisi di un paese, le cause le dobbiamo trovare nell'amministrazione dei tesori, dei debiti, se si sottovalutano, le cose degradano perchè c'è troppo divario tra il ricco e il povero e questo non deve avvenire.
Chi mette la testa nella sabbia ha prorpio raggione, non vogliamo entrare in faccende troppo complesse, vogliamo chiarezza e semplicità e soprattutto onestà. Credo che siano troppi i ricchi e troppi i poveri, equilibrare questo grande divario sarebbe opportuno anche in Italia. La Grecia ha spedito nella capitale libica ben 48mila bottiglie di acqua potabile, nel pieno di una crisi, un grande gesto che dovrebbe farci riflettere e si sono proposti al posto dei ricchi e potenti padroni d'Europa. Allinizio del capitolo dicevo che "siamo sempre all'ultimo atto", con questo voglio dire che è quello che ci mostrano, la fine! Invece c'è un'inizio, una trama, di un popolo con tutte le sue vicende e questa trama deve essere completa, esaustiva. Che dite? Insomma a noi interessa il succo del discorso e non la corruzione! Buona lettura e carissimi saluti a tutti voi, Diego.
Questo quesito è di forte impatto emotivo, la tolleranza ha i suoi limiti e tutto diventa perduto se non si hanno le capacità di poter decidere che il male minore è una vera pecca del creato.
La pedofilia è un'argomento scottantissimo, se non si utilizzano tutte le dovute accortenze si rischia di incappare in tante di quelle sventure da far rabbrividire, di recente la chiesa cattolica è stata denunciata per pedofilia, lo stesso Papa, lo stesso Vaticano, viene detto: «tollera e permette la sistematica e diffusa protezione» di chi commette molestie sui minori. Dove sono finiti i nostri valori se anche la Chiesa commette un simile peccato, eppure non è così, basta entrare in un monastero, in una cappella per renderci conto che la strada designata è tutt'altra. In un'articolo di cristianesimo.it, un sito che fa solamente schifo, uno psicoterapeuta conduceva il peccato della pedofilia alla morte di Gesù sulla croce, l'agnello puro dal peccato sacrificato per la vita dell'uomo, dunque anche un'anima pura, un visino dolce, come quello di un bambino può essere sacrificato per le assurde pratiche sessuali di un povero prete, per amor di dio, io sono dalla parte dei preti, per me sono un punto di riferimento molto importante, ma altolà, chi osa stuprare e molestare un corpo indifeso è solamete ad un passo dal linciaggio.
La chiesa cattolica ha milioni di adepti in tutto il mondo, se contiamo anche quelli del mercato nero e delle violenze sui minori arriviamo ad un numero che non si può calcolare, eppure non credo che tutti siano così meschini, credo che il vero principio fondamentale, quello che tutti noi riteniamo inviolabile e sarebbe la purezza del cuore sia il motivo ancestrale di questa disputa, vogliono infangare quello per cui abbiamo sempre auspicato, la salvezza dello spirito! Il prete pedofilo non è degno di dire messa, eppure non viene esonerato dall'incarico, viene mandato in altre sedi, messo in disparte ma non cacciato, come mai? Al contrario invece chi pratica atti sessuali con donne adultere deve lasciare il sacerdozio, evidentemente l'atto osceno di infrangere i sogni di una docile creatura sono garantiti da qualcuno che non vuole che smettano.
La pedofilia è un vizio, come quello dell'assassino, del mercenario. L'innocenza non deve essere turbata, infangata. Nell'adolescenza tante sono le tentazioni è vero, perché è lo stesso Satana che non ha mai smesso di essere bambino. Il giovane innocente viene ad essere un perfetto complice dell'assenza di un vero io, dunque è allora che dalle fogne si alza quel puzzo di compromesso che solo i viscidi autori di tali opere possono avere, per commettere il fatidico "peccatorum" mentre invece dalle viscere la vera essenza del rigore, della punizione. Non tutto è spesso riconducibile al padreterno, questa figura viene assolta per le sue doti di trinità, dio invece subisce il danno più grande, la sua luce viene offuscata e precipita nell'oblio della discordia. Insomma ragazzi per farla breve questa pedofilia è una vera vergogna, l'Italia si salva in estremis ma in altri stati sono in corso sentenze, accuse, plurimiliardarie a carico della chiesa, non dimentichiamolo.
Il paradiso può attendere, ma il ragno sprigiona la sua tela migliore in questa triste agonia.
Infine credo che la pedofilia sia come la comune malattia che noi tutti chiamiamo cancro, perchè essa nonostante le continue cure non cessa di esistere e si nutre dell'odio del mondo. Un'odio che non finisce col sorgere del sole ma che anzi trova le sue radici proprio dove nasce quel bisogno.
Oggi ricorre l'anniversario dell'attentato alle Torri Gemelle di New York, ed io voglio insieme a Bruno Vespa e ai grandi giornalisti italiani ricordare questo triste evento. Sono passati già 10 anni eppure sembra proprio ieri che i quattro aerei civili commerciali furono dirottati e fatti schiantare nei vari punti dove il "potere", in America, aveva le sue radici. Parliamo delle Torri Gemelle (New York), del Pentagono (Arlington, Virginia) e della Casa Bianca (Washington). Questi quattro aerei subirono il dirottamento da parte di un'organizzazione terroristica islamica di nome al-Quaida. Tutti conosciamo la Storia ma siamo ancora in pochi a sapere quale grande potenza assassina (terroristica) essa sia, questo è l'ennesimo tentativo, però, di sottometterla e prevaricarla, perché non esiste nessun atto terroristico degno di essere scritto nei libri di storia, ma questo accade e fa un gran male ve lo assicuro. Ma quello che c'è di buono è che dopo anni di ricerche e inseguimenti è stato ucciso il capo della matrice islamica Osama Bin Laden. Se avete seguito i nostiziari, all'epoca ci fu una festa di grande liberazione da parte di tutto il popolo americano, dunque la vita e la speranza avevano avuto il loro percorso di salvezza e avevano definitivamente vinto! Non credo che ci siano molte parole per descrivere lo sgomento di questa vicenda che ha causato 3000 morti, ma quello che possiamo fare è non dimenticare e procedere sempre a testa alta per la ragione per cui siamo ancora vivi e testimoni di tutto quanto. All'epoca era alla carica di Presidente degli Stati Uniti George W. Bush, la sua carica molto discussa e criticata era la lotta continua e senza tregua che faceva al terrorismo e all'Islam, anche io mi univo a chi invece voleva entrare in una globalizzazione e fondere dunque le culture, e non le razze, sia ben chiaro. Devo dire la verità furono anni difficili, eravamo in uno stato confusionale dettato dalla troppa sete di potere, e l'America doveva e poteva estromettersi da questo grande imbarazzo, invece la guida di un leader coraggioso ma troppo avido ha scatenato una serie di episodi di cui portiamo ancora le cicatrici. La mia critica è dovuta dal fatto che nella mia lucidità riesco ancora a paragonare un presidente il quale ha scatenato l'ira di tutto l'islam e di tutto il medio-oriente ed uno invece che pratica invece la dottrina della fratellanza e che per di più ha vinto anche il premio Nobel «per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli». Parliamo dell'attuale Presidente americano Barack Obama, il più grande leader e uomo politico di tutti i tempi, secondo il mio modesto parere. Quello che accade in America, la crisi che non lascia nemmeno il tempo di respirare credo che sia dovuta alla troppa audacia dei conservatori, ma non possiamo discriminare nulla a questi difensori della fede e del liberismo. Dunque la teoria di Obama sarebbe giusta e cioè difendere la democrazia e fondere i partiti e renderli consapevoli della guida di un solo leader, ma questo non accade e i repubblicani ottengono la maggioranza alla camera e rovinano tutti i piani. L'America sotto la guida di un vero presidente ne gioverebbe non poco, ma sappiamo che la dura vita ci insegna che c'è sempre qualcuno che vuole mettere i bastoni fra le ruote.
Torniamo a Ground Zero, io dicevo in un recente mio messaggio che l'eco del mondo era Giovanni Paolo II, e non mi sbagliavo, ma il vero eco quello che ogni Papa dovrebbe comprendere è il dolore delle tante vittime che ogni giorno si consumano nella vita reale, battendosi per i diritti di ogni singolo uomo, gli stessi diritti che oggi ci permettono di dire: sono un'uomo libero e fiero di vivere! L'America è la grande testimone di quanto un conflitto di interessi, una ribellione, possa sfociare in una vera e propria guerra, essa poteva essere sedata e controllata con un appacificamento delle parti, in pratica come ora sta operando il grande Obama e invece.. La guerra appare a tutti come una cosa sensata, ma il più delle volte essa non lo è, lo sanno bene invece i parenti dei caduti che sentono il dolore del loro caro venuto a mancare senza una ragione ben precisa. Di una cosa io vi prego, tenetemi lontano dai falsi ipocriti, coloro che credono di saperla lunga, di possedere il potere e dunque mettere in gioco delle vite, ebbene questi miserabili individui hanno tutto il mio dissenso, le vere cause per il quale un'uomo è chiamato a combattere e sacrificarsi non le sfiornao nemmeno, non faccio nomi ma in un paese come l'Italia penso che ormai ce ne siamo fatti più che un'idea.
L'America è un paese straordinario, popolato da persone altrettanto straordinarie, tutte in difesa dei diritti e della vita e questo è l'unico segnale che ancora oggi arriva alle mie stanche orecchie. Le virtù di un'uomo oggi sono chiare grazie a loro che hanno saputo amare e difendere i veri valori. Dunque grazie America e auguri Ground Zero.
Non voglio essere ne il primo ne l'ultimo a parlare e difendere il Presidente Silvio Berlusconi, quello che si sta consumando in Italia è l'ennesimo tentativo di prevaricazione e appropriazione indebita, per farla breve vogliamo i tuoi soldi! Berlusconi ce l'ha messa tutta, in tutti i modi, ma mai intralciando il lavoro di tanti che si sacrificano per il paese, e in cambio ha ricevuto più condanne di un pluriomicida. La nostra Magica Italia è diventata una pattumiera dove sversare tutti i rifiuti sindacali, parlamentari, civili e giudiziari. Nessuno più se ne cura e tutti vogliono contribuire a questo sfacello buttando fango sul prossimo oppure su Berlusconi, il discorso è molto semplice se tu cadi io resto in piedi, se tu vieni processato io resto innocente, se tu sporchi io pulisco e così via, ma non hanno ben capito che dall'alto c'è una legge divina che non fa distinzioni di sesso e età, tutti sono colpevoli e innocenti tranne il sig. B che tutti ritengono solamente colpevole. I processi che pendono sul presidente sono molteplici ve li elenco per non lasciarvi l'amaro in bocca:
- All Iberian ( finanziamento illecito ai partiti). "prescritto"
- Processo Lentini (falso in bilancio). "prescritto"
- Sme Ariosto (falso in bilancio). "il fatto non costituisce più reato"
- Falsa testimonianza. "amnistia"
- Acquisto dei terreni di Macherio (falso in bilancio). "amnistia"
- Processo SME (corruzione giudiziaria), assolto per insussistenza del fatto. "insussistenza del fatto"
- Tangenti alla Guardia di Finanza, assolto per falsa testimonianza dell'avvocato David Mills. "insussistenza del fatto"
- Medusa cinematografica, (falso in bilancio), assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati. "insussistenza del fatto"
- Sme Ariosto (corruzione giudiziaria nei confronti di Renato Squillante). "insussistenza del fatto"
- Stragi del 1992 - 1993 (concorso in strage). "procedimento archiviati"
- Concorso esterno in associazione mafiosa. "procedimento archiviati"
- Caso Saccà ( corruzione e istigazione alla corruzione). "procedimento archiviati"
- Abuso d'ufficio. "procedimento archiviati"
- Diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo. "procedimento in corso"
- Corruzione dell'avvocato David Mills. "procedimento in corso"
- Compravendita dei diritti televisivi. "procedimento in corso"
- Prostituzione minorile. "procedimento in corso"
- Concussione aggravata. "procedimento in corso"
- Concussione e minaccia aun corpo amministrativo e giudiziario. "procedimento in corso"
Insomma un vero terrorista! Io l'ho defino una volta un mercenario, ma si sa che il mondo di oggi non ammette più persone per bene, la lotta è dura e aspra e scendono in capo i veri eroi, i mercenari appunto! Devo dirvi però che siamo riusciti a rovinare tutto proprio in maniera impeccabile, senza lasciare traccie, e sopratutto facencdo cadere la colpa su un'uomo solo, dunque senza destare ulteriori coinvolgimenti e preoccupazioni. Qualche giorno fa i giudici sono riusciti a spillare dalle tasche di Berlusconi la bella somma di 560 ml. di euro, dopo 16 anni di processi finalmente arriva una sentenza vera, anche se è solamente una sentenza civile, che goduria! Anche la Germania adesso torna ad attaccare l'Italia, siamo immaturi e senza freni, tutto va a rotoli e proprio il paese coofondatore della Comunità europea viene definito "Malpaese". Nella foto sopra una scimmia che ha in mente una sola cosa: il fottuto denaro, questi sono in realtà i nostri antenati, dei fottuti spilorci! Siamo in assenza di un vero leader, a Napoli la situazione peggiora di giorno in giorno, mentre i ministri vanno in vacanza sui loro yacht noi siamo sommersi dalla spazzatura, siamo l'ultima ruota del carro, almeno è quello che pensano questi coglioni, basterebbe un po di solidarietà e attivare le misure di emergenza per giungere rapidi ad una soluzione. Una ennesima estate rovinata dai bamboccioni, che nulla fanno se non litigare e intascare mazzette e stipendi d'oro.
Voglio rovinarmi, prendere a sberle Fassino, rovesciare il parlamento, inculare Napolitano, essere un mafioso, e osservare il mondo da questo punto di vista, forse assomiglierei proprio a loro ma almeno avrei la soddisfazione di aver fatto il mio dovere e solamente agito di conseguenza.
Gli scheletri nell'armadio ci stanno ma fanno un gran rumore e io sono stanco di questo baccano, non seguo più le vicende di una politica che corrompe solamente la mia mente, subdola e fredda come solo la provocazione sa essere, ti condizionano l'esistenza e mettono scompiglio alla tua ordinata e onorata esistenza, questa estate la passo da solo, perchè meglio soli che male accompagnati, ma quanto sgomento, quanta voglia di rivalsa, le persone non ti riconoscono, pensano: che ne sarà di me, della mia famiglia, una risposta c'è ed è legata al fatto di ritornare alle vecchie e buone abitudini, come l'educazione e l'"esecuzione" forzata.
Vorrei ricordarvi che Berlusconi aveva in pugno la situazione rifiuti a Napoli, lui si che poteva risolvere questo problemaccio puzzolente, invece siamo ricaduti nelle grinfie di questa sinistra che promette e non mantiene, De Magistris aveva detto ai napoletani che entro cinque giorni i rifiuti sarebbero stati smaltiti e invece siamo ripiombati nella noncuranza, siamo ormai nel dimenticatoio di tutti i politici, loro si che hanno uno scudo: quello dell'intolleranza ai problemi, scappano, chiacchierano solamente per renderci la vita uno schifo, dobbiamo ribellarci, dobbiamo non ridurci gli stipendi ma licenziarli in tronco. Un'ultima cosa e chiudo, in Val di Susa sono giorni difficili, in una recente nota avevo messo in chiaro che il costo e lo spreco di energie è esorbitante, i nostri nipoti, i nipoti dei nostri nipoti andranno a pagare questo debito, dobbiamo essere vicini a chi difende i propri diritti e i propri soldi guadagnati con il sudore e con il lavoro, al contrario di questi fottuti imbroglioni che ci vogliono ridurre al lastrico, perciò cari amici No Tav!
P.S. Caro Berlusconi, ma quale Magica Italia, questo è solo il paese dei balocchi e se non facciamo attenzione ce lo metto nel culo sotto agli occhi, basterebbe tirare la cinghia ma non per risparmiare ma per frustare!
Questione di poche ore e il nostro amato pontefice diverrà Beato. Santo Wojtyla subito! Urlavano tutti i giovani e i tanti presenti ai suoi funerali, me compreso, ed eccoci accontentati.
Eppure tutta questa gioia viene sedata, se non spenta dai soliti scettici e uomini di poca fede. Non credono ancora che Papa Giovanni Paolo II abbia praticato le quattro virtù cardinali e le tre teologali fino all'eroismo. Ma noi siamo i veri suoi testimoni, della santità di quest'uomo divenuto Papa. I miei ricordi sono autentici, la passione di questo Papa aveva del magico oppure secondo la Fede del "Santo". Anche se la sua legge sull'aborto venne contestata e ancora discussa, sempre (haimè) apostrofando il pontefice come artefice dell'olocausto consumista, devo assolutamente dire la mia, anche senza il consenso del Santo Padre sarebbe comunque passata la legge che permetteva l'aborto, il suo atto di eroismo anche in questo caso è stato determinante, ha voluto lui impugnare la questione anche se le conseguenze potevano essere molto tragiche.
Il «Papa dei diritti umani» è stato battezato, la sua fede era al servizio di tutti noi, povere vittime del mondo che ci circonda. E' sceso fra di noi per comunicare il vero messaggio di Dio, il suo sacrificio per il genere umano e Wojtyla lo ha portato a termine sino alla fine dei suoi giorni. Perciò non badate troppo alle vociarie che circolano, quello che conta è che l'autenticità del messaggio inciso nel cuore di ogni singolo uomo è stato letto e tradotto da ognuno di noi. Ci saranno giorni bui e verranno perpetrati tanti, troppi insoliti sospetti, ma non per questo dobbiamo farci sopraffare ma continuare a credere e pregare per il Santo Padre. Vorrei tanto mensionare questi apostrofatori crudeli che a mio parere oltraggiano la fede e la credenza generata dalle innumerevoli buone azioni, approfittandosene per diffondere notizie e rabbia, ma non lo farò perché quello che conta, da sempre, è il risultato e soprattutto la riuscita di un piano celeste che vede come protagonista il nostro amato Padre.
La sua ininterrotta crociata contro la sopraffazione è sfociata in una coerentissima «guerra santa», certo contro la pretesa dell'uomo e della sua autonomia, ma pur sempre condivisa e amata; dicono che egli sia stato contro la modernità nata dall'illuminismo ma si sbagliano, egli stesso è stato un luminare di grande spessore, ha messo alla luce il vero bisogno dell'uomo, svolgendo compiti di rara precisione e passione. Compiti che solamente un'illuminato di Cristo poteva svolgere e portare a compimento. Io sono un credente e credo nella passione di Gesù Cristo e nei suoi fedeli discendenti, il nostro Papa era un fedele prima di tutto e questo e tutto, i suoi miracoli, perché ne ha compiuti in grosse quantità, saranno sempre custoditi nei nostri cuori e solamente le nostre anime sanno quanto possano valere, e dunque l'atto di beatificazione è l'atto ultimo nella "nostra" vita, nel nostro percorso che abbiamo cominciato insime al Santo Padre e che sta per giungere al temine, oppure, sta appena per cominciare. Il Papa dei giovani avrà l'eterno riposo e il grande valore di un vero guerriero della luce, festeggiamo e ricordiamolo ancora insieme.
Totus Tuus ego sum, Maria, et omnia mea tua sunt! (Ioannes Paulus P.P. II)
Nonostante le ripetute raccomandazioni e gli accorgimenti statali, continuano incessanti gli sbarchi a Lampedusa, la gente è stanca e provata.
Con due ore come di anticipo, un'aereo portoghese avverte la Guardia costiera e le Fiamme gialle che un barcone è in arrivo. Con a bordo una ventina di persone. Non un'emergenza particolare, la barca sembra stabile e non imbarca acqua, saranno stanchi e infreddoliti ma nulla a confronto del barcone arrivato due sere prima con a bordo circa cinquanta passeggeri che rischiavano, da un momento all'altro, di affondare, non fosse stato per quell'avvistamento precoce e il dispiegamento immediato di una motovedetta rapida, tutto gentilmente offerto da Frontex. Che in Europa si traduce «agenzia per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri» e che il ministro degli Interni Roberto Maroni, preso atto di una denominazione oggettivamente lunga, ha semplificato in ente «sostanzialmente inutile», roba da matti. Peccato che qui i militari, pur con tutta la cautela che si addice a un dissenso con il Viminale, la pensino all'opposto. La realtà ci separa a questo punto, questo "spettacolo" è già stato vissuto, nel 2008 in questa lingua di terra sbarcarono 31 mila immigrati, perciò i protagonisti membri del governo, giornalisti e politici locali devono frenare le loro illazioni: «esodo biblico», «invasione apocalittica», «mettono in pericolo le nostre donne», «paura per i missili di Gheddafi». Vogliono solamente un lavoro oppure un'aiuto umanitario oppure un rifugio dalla guerra. I tunisini, che sono la gran parte degli immigrati, non vogliono fare retromarcia, «meglio morire che tornare in Tunisia». Non si trova un giovane o un'anziano che non ti dica una cosa brutta sul conto degli ottomila disperati, sono tutti preoccupati anche per le prospettive della stagione turistica. I mille militari che occupano l'isola sono ospitati in poche strutture ma molti preferirebbero la loro ripartenza. L'unico punto positivo in questa faccenda è l'indotto di consumazioni e caffé del bar della imprenditrice Silvana Lucà, che ha visto incrementare notevolmente le consumazioni. Per quanto riguarda le spese, tutto viene elargito dall'ente Frontex, da Varsavia arriva, nel volo da Palermo, le forze dell'ordine in trasferta e la portevoce Izabella Cooper con una carriera impegnativa all'Onu alle spalle. Fra molte cose stila report con analisi dei rischi, coordina gli interventi, forma la polizia frontaliera e razionalizza le risorse. «Maroni pensi quel che vuole, lamenti che l'Europa sta a guardare, ma s gli Art42 partono ogni giorno da pratica di Mare e, spingendosi sino a 60 miglia dalla costa, sono in grado di allertare le autorità sul terreno per un'accoglienza mirata, è merito di Frontex. Dunque, l'Europa inutile immaginata dalla Padania e quella impagabile vissuta dall'estrema propaggine di Terronia. L'Italia, il sud, ha bisogno di solidarietà, basta con messaggi contraddittori ed evocatori di altro disordine, le tv non possono e non devono intromettersi e trasformare questa odissea in un inciucio fatto di notizie cariche di preconcetti e pregiudizi. La situazione è molto delicata, ospitare si ma con i dovuti accorgimenti, credo che bisogna smistare la maggior parte degli immigrati in tutta la comunità Europea e non solo in Italia, gli altri possono tranquillamente essere riaccompagnti a casa con l'ausilio, sempre delle forze dell'ordine. lo smacco più grande viene dal Governo che pensa solo ad'una linea difensiva e non bada troppo all'inserimento di questi poveri uomini. Non dimentichiamo che il loro è un viaggio di speranza ed'è proprio di questo che ci dobbiamo fare carico, di solidarietà e speranza. Inoltre la tempestività di un rimpatrio è senza ombra di dubbio una soluzione immediata e efficace ma anche alloggiarli in tutta fretta in alloggi diversi da Lampedusa, tutti abbiamo il diritto a trovare pace e serenità soprattutto noi sfamati. In queste ore dovrebbe arrivare a Lampedusa la nave San Marco che piloterà i clandestini verso nuove coste, nuove rotte, i 6 mila immigrati troveranno l'aiuto e la solidarietà a cui aspiravano, speriamo bene.
Futuro e dignità, intitolano i giornali, Fini mette un freno a questo scempio fatto di farse e ipocrisia e riscuote successo con la sua "dignità" morale e politica. E come dargli torto si è giocato tutto e ammette «sfido ancora Berlusconi». Dopo tutte le batoste che ci sono state l'unico e ancora credibile pulpito avviene dalla buona fede del lider di Fli, il suo gesto rischioso e audace è stato l'ennesimo tentativo di ristabilire una "dignità" collettiva e a mio parere ci è riuscito. «Non mi sento uno sconfitto. Mi sento in battaglia, fermamente intenzionato a combattere per un'altra idea di centrodestra. Saranno gli elettori a dire alla fine se questa idea ha cittadinanza. O se l'unico centrodestra possibile in Italia è quello di Berlusconi e Bossi ». Come dicono i giornali la sua "traversata del deserto" è giunta a conclusione, o almeno è quello che gli altri pensano, la calma e il controllo che regnano primeggiano ancora sulle delusioni che ha ottenuto al Senato con lo scioglimento del gruppo Futuro e Libertà. «Comunque Fli non vuole partecipare allo scontro quotidiano tra Berlusconi e anti-berlusconiani: sono due facce della stessa medaglia». «Non è né saggio né giusto auspicare che Berlusconi possa essere costretto a rassegnare le dimissioni per via giudiziaria. Berlusconi va sconfitto politicamente con le elezioni». E' stato lasciato nel bello del discorso dai suoi fedeli, proprio come quando berlusconi con il suo atto ultimo lo cacciò dal partito e ora la frase «che fai mi cacci?» è sulle magliette di Fli come slogan, insomma uno spirito combattivo che non la lascerà facilmente vinta a questi filibustieri. «Gli abbandoni? Un delirio. Frutto di allucinazione collettiva o di malafede. Immunità? si può discutere, ma il PDL vuole solo la corazza per Silvio». I tribunali sono una santa cosa, miliardi di atti e processi solamente per la nostra incolumità, morale e fisica, nessuno può ritenersi al di sopra della legge nemmeno il nostro Presidente Berlusconi e Gianfranco Fini potrebbe essere chiamato a schierarsi in prima persona sul processo Ruby. Se il Pdl decidesse di sollevare il conflitto di attribuzione al con il tribunale di Milano l'ufficio di presidenza della Camera sarebbe chiamato a votare sulla questione e il parere di Fini sarebbe determinante. Come ho sempre detto l'immunità parlamentare è stata prevista dai nostri padri costituenti, non ci sarebbe nulla di eretico a parlarne, ma oggi in Italia parlare di immunità sarebbe garantirsi una impunità. In assemblee come il Parlamento europeo ci sono prerogative analoghe. Lo stesso Fini dice «sfido il Pdl: prevediamo per l'autorizzazione a procedere una maggioranza qualificata, i due terzi dei votanti alla Camera, in modo che siano solo quelle inchieste dov'è evidente il fumus persecutionis e non ci sia invece il rischio di garantire l'impunità a colpi di maggioranza. So già che anche questa elementare proposta sarà considerata una provocazione. Perché il Pdl è solo alla ricerca di una corazza per Berlusconi contro i giudici». Insomma non vogliono in nessun modo accettare la realtà e vanno avanti a colpi di scure. Sembra retrocedere e perseverare nell'errore, proprio come fanno i fannulloni, non credete sia un po il contario di Fli? Futuro e Libertà per l'Italia, mentre il suo slogan dovrebbe far tremare le Camere e infondere fiducia al Governo, tutti fanno un passo indietro e lasciano la propria postazione. Un'errore grossolano da veri principianti, non si lasciano le proprie radici, il proprio credo solamente per stare sulla barca dei vincitori eppure è quello che è successo. Una barca poi che ha già preso il "volo" come dice Vecchioni nella sua "Chiamami ancora amore", per una rotta molto contorta e adir poco pazzesca. Credo che ne sia comunque valsa la pena, affrontare e imbatterci in una nuova rotta dettata da Fini, anche se il suo partito liberale ci ha dato l'ennesima lezione sulla questione morale e di dignità.
Remi in barca e avanti a gonfie vele per Raphael Gualazzi che spopola a Sanremo con la sua Follia d'amore, la giovane promessa dello swing italiano ha stravinto la 61 edizione e parteciperà anche all'EuroFestival, che si terrà a Dussendorf dal 14 al 16 maggio. I premi sono: Vincitore del Festival 2011, Premio della stampa e per ultimo Premio del comune di Sanremo, insomma ha fatto incetta e amplein dei premi in palio. Non ha nemmeno trent'anni e suona il pianoforte da quando ne aveva nove. E' nato a Urbino ma sembra figlio di New Orleans e mentre parla cita Art Tatum e Duke Ellington quanto Fats Waller. I suoi tre minuti sono la vera rivelazione del Festival, un corto circuito sonoro in cui riesce a mescolare echi di Buscaglione, Jelly Roll Morton e Vinicio Caposella. «Mi sono davvero sentito onorato di essere entrato in una manifestazione che rappresenta l'italianità come Sanremo, ma non mi interessa affatto vincere, arrivato a questo punto non è importante. Non vedo la musica come una competizione, ma come una profonda forma di unione tra persone e gusti diversi.» La sua vittoria collima con l'uscita del suo disco, Gallazzi canta in inglese e italiano, flirta con swing, pop e jazz, rimanda a Carosone, Paolo Conte e Art Tantum e ospita nomi illustri come il trombettista Fabrizio Bosso, e la cantante inglese Rox e si fa remixare dal genio dell'elettronica Gilles Peterson, tra questi, brani ascoltati nei club di mezza Europa. Il suo stile viene anche definito come stride piano, «stile pianistico usato molto nel jazz degli ani Venti: in parte è un'evoluzione del regtime ed è stato suonato in passato da grandi musicisti come James P. Johnson, Willie The Lion Smith e Fats Waller». «E' una delle mie passioni, che amo fondere con altri stili e ascolti, da Stevie Wonder a Oscar Peterson». Nella sua aria un pò gigiona, non manca mai quel pizzico di follia e competizione, nel suo ultimo brano del cd ha avuto l'audacia di mettere mani sugli accordi di una degli standard più celebri del jazz: Caravan di Juan Tizol, resa celebre da Duke Ellington nel 1937. Dopo Sanremo lo aspetta già un bel tour con un settetto, «si parte il prossimo 8 marzo dall'Auditorium di Roma. Poi si vedrà». Dunque complimenti e auguri dal blog: La Rotta Degli Dei e tanta buona fortuna!
Possono i crimini dei nazisti cadere in prescrizione? Il diritto consuetudinario e il tribunale di Norimbega dicono di no. Eppure è quel che sta accadendo. La vicenda dei deportati italiani nei campi di lavoro del Terzo Reich: la Germania si oppone alle richieste di risarcimento e la Farnesina corre in soccorso dei tedeschi. La vicenda vede Luigi Ferrini che dal 1967 deve vedersela con i giudici che ignorano i trattati internazionali. E anche con due Stati, di cui uno l'Italia, che dovrebbe stare dalla sua parte, invece Ferrini che fu strappato alla sua casa nel '44, destinazione Terzo Rich non ha avuto ragione. La Germania non vuole risarcire i più di centomila italiani costretti a lavorare in una fabbrica sotterranea di materiale bellico. L'incubo di Kahla, lager della Turingia. La convenzione di Londra del '53 invece dice che spetta ai deportati italiani un risarcimento, sia esso anche di poco valore: circa 3000 euro. Opponendo dunque l'immunità sancita da un principio di diritto internazionale per il quale uno stato non può essere citato in giudizio dal cittadino di un'altro Paese. Per il ministro degli Esteri Frattini, gli ex deportati non hanno bisogno di quella somma, detto questo l'anno scorso da Palazzo Chigi è uscito un decreto che mira a bloccare i risarcimenti: la norma stabilisce che uno Stato estero (la Germania in questo caso) non è giudicabile nel nostro Paese se ha contestato, davanti a un organismo internazionale, un processo contro se stesso. E' quello che ha fatto Berlino, chiedendo al Tribunale dell Aja di annullare le cause civili promosse in Italia e sfociate in una serie di pignoramenti. Come se non bastasse i deportati si sono visti contro alcuni Tribunali della penisola (Arezzo, La Spezia, Catania, Torino) che hanno accettao la linea difensiva tedesca che ruota intorno alla prescrizione. Il legale di Ferrini non è assolutamente daccordo «la Convenzione di Londra stabilisce la sospensione di tutti i termini di prescrizione fino alla riunificazione tedesca. Dunque, a volerla prendere in considerazione, la prescrizione decorre dal 1991». Ma non c'è solo ignoranza delle convenzioni internazionali: un ruolo lo gioca anche la «dimenticanza» delle sentenze della Cassazione. Che nel 2009, ha confermato la competenza dei tribunali italiani e deciso che le richieste di risarcimento delle vittime dei crimini nazisti non si prescrivono. E sottolineato che «il principio dell'immunità giurisdizionale delle Stato», invocato dalla Germania, non vale per i crimini internazionali. Questa sentenza è stata contestata dalla Germania davanti alla Corte Internazionale di giustizia. Sono tempi duri per tutti, nessuno vuole più le colpe, siano esse di guerra o di pace, tutti vogliono vedere risplendere l'innocenza, quella che ormai manca dalle nostre vite da un bel po; fatti male i conti la Germania dovrà vedersela ancora una volta con un popolo combattuto e sacrificato ma questa volta in tribunale, dove un risarcimento doveroso spetta al più debole. Potrebbe risultare addirittura una mini vittoria ebrea e a quanto pare i nostri si sono schierati anche questa volta dalla parte sbagliata, aiutando i tedeschi a risparmiare questi spiccioli, l'Italia poteva risparmiarsi questa ennesima figura. Il popolo ebreo dovrebbe alzarsi in piedi e reclamare quello che gli spetta, ma la debolezza e l'ipocrisia hanno messo ancora fuori campo la legge e la giustizia, speriamo almeno che la pace accompagni questi uomini nel loro interminabile cammino.
Forse non tutti sanno che il nostro Silvio Berlusconi "Silvione Nazionale" è più famoso a Tripoli che a Roma, gigantografie di sette piani sui palazzi, poster e cartoline nei negozi di souvenir: in Libia si festeggia e si inneggia all'amicizia col colonello che vale oro nero e odora di gas. Un vero culto della (doppia) personalità. L'immagine è apparsa a pochi metri dalla caserma di Bab El Aziziya, la cittadella dove il leader libico ha piantato la sua tenda, in un paese dove, dal primo settembre 1969, è ammessa una sola immagine, quella di Muammar Gheddafi. Il rapporto con Gheddafi è giunto ad una tempestiva fratellanza con l' «Accordo di amicizia, cooperazione e partenariato», firmato tra i due il 30 agosto 2008 a Bengasi. L'Italia finanzierà la realizzazione di infrastrutture sul territorio libico per cinque miliardi di dollari nell'arco di vent'anni e l'esecuzione delle opere sarà affidata a imprese italiane. Roma si impegna a realizzare alcune iniziative speciali tra le quali la costruzione di duecento abitazioni, l'assegnazione di borse di studio universitarie, la cura delle persone colpite dallo scoppio di mine, il ripristino del pagamento delle pensioni di guerra ai titolari libici, la restituzione di reperti trasferiti in Italia in epoca coloniale. «La firma di questo trattato chiude definitivamente la pagina del passato», così il premier si è guadagnato la simpatia e la stima di Gheddafi e del suo intero popolo, la tv di stato manda e rimanda in onda le immagini del primo e unico europeo che abbia pubblicamente presentato «le scuse del suo governo pr il periodo coloniale». Ricordiamo che il primo passo verso la riappacificazione fu fatto da D'Alema con la restituzione della Venere di Leptis Magna. Nel museo di Tripoli in piazza Verde sono in vendita poster retroilluminati del premier e di D'Alema, che insieme a Dini e Prodi assicurarono la conclusione del Trattato con il quale l'Italia ha chiuso il apitolo del colonialismo - assicurandosi in cambio la fine del flusso migratorio clandestino attraverso il Canale di Sicilia, nel lontano '98, dunque non è solo farina del sacco di Berlusconi. Il record di incontri lo detiene comunque il nostro Silvione, un totale di otto incotri, con una media di uno ogni novanta giorni, e si è aggiudicato così la gloria delle prime pagine dei quotidiani governativi a ogni suo viaggio in terra libica; non è tutto quì, in futuro l'annuncio dell'inserimento nella filigrana dei passaporti libici, la foto del volto dell'amico Berlusconi. Oggi vedi giovani per strada vestire Armani e Prada, ascoltando musica di Ramazzotti e Nek, partono per viaggi di nozze in Italia, acquistano mozzarella e parmiggano reggiano, cappelletti e panettoni, e se chiedete loro di Berlusconi, arrivano a proporre uno scambio: «Voi vi prendete la Guida di Gheddafi, e a noi ci date Silvio». L'Italia importa dala Libia il 25% del suo fabbisogno di petrolio e il 33% di gas. L'Eni ha visto allungarsi le concessioni di altri venticinque anni e la nostra ex quarta sponda ha ottenuto partecipazioni in Eni e Unicredit, ha finanziarie che guardano a Telecom, Terna, Finmeccanica, Impregilo e Generali e usa l'amico Berlusconi come megafono delle richieste all'Europa. Muammar infine chiede all'unione Europea 5 miliardi di euro per fermare i clandestini, altrimenti un'altro Continete si verserà in Europa. Sono conclusioni di un rapporto che giova ad entrambi le parti, nulla in cotrario se questo avvenisse realmente, ma non fermando le ondate di clandestini quanto aiutarli a riprendersi quello che gli appartiene, il diritto di vivere e crescere nel loro Paese, un dirtto che deve essere sancito proprio dalla Comunità Europea, spetta a loro sanare questa grande falla e far confluire definitivamente il flusso di intere popolazioni nelle loro case, nel loro Paese. Dunque Berlusconi è riuscito a dare una drizzata a questo perverso moto e complotto, un vero eroe.
Benvenuti nel mio Blog, sono napoletano e credo nei valori, lo spirito che oggi ci accomuna rivive grazie alle innumerevoli testimonianze, dunque anche la vostra, sono cosciente di quanto possa essere importante oggi la comunicazione, io credo che sia alla base di tutto, è il frutto sano di una società sana, vi saluto affettuosamente. «Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.» (Giovanni Falcone e Paolo Borsellino)
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